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Orizzonti "Caracremada" di Lluìs GalterLa tenacia della vecchia guardiadi Marta Martina Facce bruciate. Sabotaggi e solitudine ribelle. Si muore per delle idee ma di morte lenta.
Caracremada in italiano vuol dire faccia bruciata. Un soprannome icastico dato dalla Guardia Civil a Ramon Villa Capdevila, l’ultimo cane sciolto della resistenza libertaria al regime di Franco. L’ultimo guerrigliero attivo, l’ultima cellula vivente. Quando nel 1951, la CNT (Confederazione Nazionale del Lavoro) in esilio, prende la decisione di rimandare l’azione violenta e di ritirare i gruppi dall’entroterra, Ramon si ribella e prosegue la lotta contro i simboli del regime per conto suo. Le attività si concentrano sul ripetuto sabotaggio delle linee ad alta tensione della Catalogna. Farà della sua lotta un vero e proprio lavoro, preciso ed efficace, gestendo da solo la sua precaria esistenza, padrone dei boschi dove abita. Caracremada si compone di lunghe passeggiate al fianco del sabotatore. Lo pediniamo mentre con tenacia instancabile usa il seghetto contro i tralicci dell’alta tensione, lo vediamo muoversi braccato in pianure e boschi vuoti con la pistola legata al polso, lo guardiamo sotterrare le patate per poi nutrirsi con la fretta della fame. Un film fatto di gesti, di momenti in cui l’iterazione dell’azione è essenziale all’economia della resistenza, è essenziale per non perder la testa. Un film fatto di luce accecante e buio intenso da cui sbucano le guance sporche di chi mangia di notte. Una film noioso se non supportato dalla piena coscienza che c’è dietro la volontà di agire e l’istinto di conservazione tra cascine essiccate dal sole e stivali sfondati dalle ricognizioni a vuoto. Ramon diventà così l’emblema dell’ultimo sopravvisuto della vecchia resistenza originaria. Colui che porta avanti i suoi principi e le sue tattiche di azione senza modifiche. Quel tipo di guerrigliero che tramuta in un’ombra fatta di determinazione, rifiuto e lucidità ossessiva, incarnazione di una lotta ineffabile. Caracremada diventa così il tentativo di riflettere sulla resistenze ai regimi attraverso gli occhi degli ultimi guerriglieri rimasti attivi. Attraverso quel sapore di harakiri che tutti gli ideali portano dentro. Caracremada di Lluís Galter - Spagna, 98’
v.o. catalano, spagnolo, francese - s/t italiano/inglese
Lluís Soler, Aina Calpe, Domènech Bautista, Andreu Carandell, Carles García
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