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Collezione Peggy Guggenheim nel 2012Il 2012 alla Collezione Peggy Guggenheim si apre con una serie di lavori di restauro finalizzati ad un “restyling” di Palazzo Venier dei Leoni.di Redazione Dal 9 gennaio al 21 febbraio 2012 il museo avvierà una ristrutturazione mirata al miglioramento degli impianti di climatizzazione, che controlleranno in maniera ottimale il livello di umidità delle sale, perfezionando così lo stato di conservazione dei quadri. Durante questo periodo i grandi capolavori collezionati da Peggy verranno collocati negli spazi solitamente destinati alle mostre temporanee, con una riduzione del biglietto d’ingresso a 8 e 5 euro. Il nuovo allestimento ripercorrerà, come suggerito dal titolo stesso Le avanguardie da Picasso a Pollock, le correnti che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dell’arte del XX secolo, a cominciare dai capolavori di Picasso per giungere alle imponenti tele di Pollock, passando attraverso i capisaldi del Futurismo, con le opere della Collezione Gianni Mattioli, la pittura metafisica di de Chirico, l’astrazione europea di Kandinsky e Mondrian e il surrealismo di Miró e Dalí. Il 22 febbraio la collezione di Peggy tornerà nelle rinnovate sale di Palazzo Venier dei Leoni mentre gli spazi temporanei accoglieranno, dal 29 febbraio al 6 maggio, la mostra Arte europea 1949-1979: una selezione di grandi opere del secondo dopoguerra, appartenenti al museo e raramente esposte. Attraverso i dipinti e le sculture esposte sarà possibile ripercorrere gli anni “veneziani” di Peggy, che visse in laguna dal 1949 al 1979, e che, nonostante l’abbandono nel 1947 di New York, allora fulcro della nuova avanguardia artistica, continuò l’attività di collezionista e mecenate. Le opere dei grandi rappresentanti del gruppo CoBrA saranno in mostra accanto ai lavori degli artisti italiani attivi a partire dalla fine degli anni ‘40, alcuni dei quali sodali di Peggy, come Edmondo Bacci, Armando Pizzinato, Giuseppe Santomaso, Tancredi ed Emilio Vedova. Non mancheranno i grandi esponenti dell’arte inglese del secondo dopoguerra, da Francis Bacon a Henry Moore, da Ben Nicholson a Graham Sutherland, insieme alle loro controparti italiane come Mirko, Costantino Nivola, Carla Accardi, Agostino Bonalumi, Bice Lazzari, Mimmo Rotella. A chiudere la mostra un omaggio a Marion Richardson Taylor, artista americana versatile ed eclettica, scomparsa nel 2010, a cui il museo dedica la prima monografica con una ventina di dipinti realizzati tra il 1966 e il 2001, donati dalla stessa Taylor alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York. Foto Andrea Sarti/CAST1466
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