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Concerto da solista di ‘Marcin Masecki’Che si legge Masezki.. a Varsaviadi Giovanna Solimando Ogni suo movimento sul palco, quel saltellare sulla sedia oppure le volte in cui ad un pezzo fa precedere un breve, ma di certo significativo, balletto con la testa come se la musica la sentisse già li, nella sua mente; e quando è pronto le sue dita si gettano sui tasti.
La prima volta che l’ho visto era travestito da gorilla. Maggio 2007, a Varsavia. La cineteca organizza una rassegna chiamando band giovani a creare la giusta colonna sonora per ogni film muto che verra’ proiettato. Qualcuno decide di non accompagnare semplicemente le scene che si susseguono: Mitch & Mitch, una band dalla capitale polacca, tiene un vero e proprio concerto unendosi ad altri musicisti. Su un piccolo palco circa 12 persone creano la colonna sonora per “The lost world” di Arthur Conan Doyle. Al piano Marcin Masecki che apre il concerto per poi lasciare spazio agli altri artisti; va a sedere in prima fila e tiene in capo la maschera da gorilla fino alla fine dello spettacolo. Ieri era all’ “Olympus jazz nights” festival, Varsavia. L’avevo visto da vicino una volta in Chlodna 25, un localino di proprieta’ di uno dei membri di LADO ABC, associazione culturale che lancera’ il primo cd di Masecki tra pochissimo. Indossava dei boxer stile hawaiano. Ieri invece per l’occasione aveva scelto una camicia con grandi coccinelle blu e rosse disegnate su, dei pantaloni-tuta piuttosto aderenti con una linea laterale bianca che segnava la gamba. Ho creduto che quei pantaloni li avesse scelti di proposito: muoveva le gambe a ritmo della sua musica; per iniziare solo la parte che va dal ginocchio al piede si dimenava al suono del suo ragtime (tempo stracciato) e la linea bianca era li, apposta per farsi seguire anche quando le luci sul palco non erano in grado di illuminare bene Marcin, poiche’ creavano su di lui una sorta di nebbia fitta. Un paio di volte, quando i faretti puntati su Masecki ed il suo piano si sono spente intuendo la fine di un pezzo, il giovanissimo pianista ha voltato il viso lentamente nella direzione delle luci che si andavano spegnendo, si e’ fermato un attimo a guardarle e poi i suoi occhi sono tornati sul piano: allora il pubblico sorridendo e’ scoppiato in un applauso senza fine. La sua arte bizzarra, lo sbalordimento della gente che ascoltava e le sue trovate spiritose hanno mescolato l’eleganza delle note alla voglia di ridere e scherzare in modo semplice. Tutto questo fa parte del suo modo di suonare un jazz improvvisato, senza spartiti, poche regole. “Sto facendo di tutto per cancellare tutto cio’ che mi hanno insengnato” dice agli amici. A tre anni inizia infatti la sua eseprienza di pianista assieme al padre. A 16 vince un premio come “Miglior solista” a Bruxelles durante il Jazz Holeilaart Competition. A 18 anni va studiare al Berklee College of Music, Boston. Alcuni tra i gruppi con cui ha lavorato sono: Pink Freud, Zbigniew Wegehaupt Quartet, TAQ, Muzykoterpia, Mitch and Mitch e artisti come Michal Urbaniak, Dave Samuels, George Garzone e Candelaria Saenza Valiente. Per vederlo, ascoltarlo, contattarlo: http://www.marcinmasecki.com/en/index.php
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