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"Crolli" di Marco BelpolitiTra banalità e terroredi Alessandro Vecchiato Non è un’apocalisse quotidiana. La nostra è piuttosto un’epoca di banalità ininterrotta. Dove il terrore esplode inconcepibile. Viviamo un "tempo penultimo": una fine che non finisce di finire.
Crolli, interessante saggio di Marco Belpoliti, analizza gli "sconvolgimenti" e le "catastrofi" che hanno interessato questo ultimo decennio: la caduta del muro di Berlino nell’89 e il crollo del WTC nel fatidico 11 settembre. La sua analisi, puntuale e precisa, non ha tuttavia nulla a che fare con assetti geopolitici, governi o guerre; tutto è visto attraverso gli occhi dell’Arte, luogo in cui ogni sintomo è amplificato. Passa così in rassegna ogni forma dell’espressione artistica: dalla letteratura e gli scritti della Sontag e Kundera, all’arte visiva di Warhol e Cattelan, passando per "Matrix" e l’architettura di Libeskind. A fare da cornice a questi, i due crolli che l’autore definisce opposti e simmetrici: un’apertura verso la ridefinizione degli assetti dalla Guerra Fredda, il primo, una chiusura verso la xenofobia e il terrore, il secondo. Crolli che hanno svelato l’epoca estremistica in cui viviamo, scissa tra banalità e terrore. Il fulcro del pensiero di Belpoliti si svela nella conclusione. Il nostro tempo è un "tempo penultimo", infatti non è "ultimo" perchè non è il tempo della fine, ma piuttosto è il tempo di una fine che non finisce di finire. E’ un tempo opportuno e necessario, in cui le catastrofi che si manifestano s’iscrivono come possibilità e non come distruzione definitiva. A sottendere questo pensiero c’è il concetto di "catastrofe", nel suo significato di "metamorfosi" derivante dalla "Teoria delle catastrofi" di Woodcock e Davis. Ciò che dobbiamo trarre da questo pensiero è di "assumere un paradigma dinamico per leggere gli avvenimenti dell’ultimo decennio", per cui tutto è definito secondo un maggiore o minore equilibrio. L’equilibrio è il parametro che determina a seconda del suo stato, la metamorfosi (e quindi la catastrofe) e la stabilità. Il Terrore e la banalità. Marco Belpoliti, Crolli, "Vele", Einaudi Torino, 2005.
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