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Cronenberg scrive un romanzo. Delude "L’uomo che ama"Il festival entra nel vivodi Bruna Alasia Molto atteso a Roma l’incontro con David Cronenberg, regista di film come Inseparabili e La mosca, che entreranno nella storia del cinema. Classe 1943, canadese, per il suo stile che esplora il terrore dell’uomo di fronte alle metamorfosi kafkiane, che intreccia saldamente l’indagine psicologica alle mostruosità della carne, è stato coniato il soprannome “body horror”. Grande narratore cinematografico, Cronenberg ha spiazzato tutti annunciando, con parole umili, il suo debutto come romanziere: “Ho scritto solo 50 pagine e non mi sento ancora di dire di cosa parla il mio libro. Non sarà una storia di fantascienza, non un horror alla Stephen King. Sono figlio di uno scrittore e pensavo che anch’io lo sarei diventato. Oggi sono un regista, ma erano cinquant’anni che pensavo a un romanzo”. La modestia si conferma il suo forte: “Una volta Oliver Stone mi ha chiesto se ero contento di essere restato un regista marginale. Dipende da quanto si consideri ampio il proprio pubblico. Il mio film più famoso è La mosca, che resta lontano dal miliardo di dollari incassato da Il signore degli anelli”. Del resto che importa? Tutti sanno che è ai posteri l’ardua sentenza. Delusione alla proiezione per la stampa de L’uomo che ama, un film sulle “pene dell’amor perduto” per la regia di Maria Sole Tognazzi che il 23 ha aperto il concorso della sezione “Anteprima” del festival e il 24 arriva nelle sale distribuito dalla Medusa. “Maria Sole – ha affermato Monica Bellucci, interprete del film - è una grande regista e una grande amica. Come tale è a conoscenza di tutte le mie fragilità e questo ruolo lo ha scritto apposta per me”. Tuttavia pare non sia bastato, e l’applauso più sentito è stato quello alla sua bellezza, messa in risalto da una “mise” in nero su tappeto rosso.
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