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DAL TESTO ALLA SCENA. Laboratorio con la Compagnia Babilonia Teatri e Restituzione ScenicaComunicato stampa pubblicato domenica 13 febbraio 2011 Laboratorio: 28 marzo, 4 aprile, 11 aprile, ore 15 – 18, 20 aprile ore 10 – 13, Fondazione di Venezia, Venezia Restituzione scenica: 19 aprile, Teatro Fondamenta Nuove, Venezia Dedicato a giovani a partire dai 18 anni ai 29 anni in possesso della GAT CARD, residenti o studenti a Venezia e Provincia. Il laboratorio è un percorso che accompagna il lavoro di ricerca, elaborazione e utilizzo artistico da parte della compagnia veronese delle tre diverse drammaturgie prodotte dal laboratorio di scrittura drammaturgica dello scorso anno. Durante il 2010, infatti, Giovani a Teatro – Esperienze ha proposto un laboratorio di scrittura drammaturgica, da cui sono nati dei testi teatrali. Questi testi sono stati successivamente affidati a Babilonia Teatri, che ha accettato la sfida di affrontarli attraverso un’originale ricerca artistica: ricerca che si concretizzerà in una restituzione scenica preceduta dal laboratorio DAL TESTO ALLA SCENA. Gli allievi drammaturghi e gli interessati potranno seguire l’intero processo e la filiera creativo- artistico-produttiva di professionisti fino alla “messa in scena”. Una produzione artistica e contemporaneamente un percorso culturale che la studia. DAL TESTO ALLA SCENA permetterà dunque agli iscritti di addentrarsi direttamente e in tempo reale nel lavoro di ricerca e di traduzione scenica, fino al debutto pubblico della creazione. Un laboratorio di 4 incontri con gli autori e altri iscritti per riflettere e ragionare sui testi a loro consegnati, concentrandosi soprattutto sulle necessita e sui vincoli che, secondo la loro personale visione, la scena impone alle proposte testuali composte a tavolino. La restituzione scenica è programmata per il 19 aprile, al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia. “Mettere in scena un testo per noi vuol dire dargli voce – commentano Babilonia Teatri -. Vuol dire mettere la nostra sensibilità e il nostro pensiero in relazione con quelle di chi ha scritto. Vuol dire prima di tutto rintracciare il senso profondo del testo. Per trovare poi la forma più efficace per farlo emergere. Per comunicarlo per decidere quali elementi riteniamo necessari perché la parola scritta abbia una vita a teatro”. Babilonia Teatri persegue un teatro sperimentale come un teatro pop, un teatro rock, un teatro punk, che ritrae in modo caustico, dissacrante e disincantato le contraddizioni del nord-est e del nostro tempo. COSTO DI ISCRIZIONE AL LABORATORIO: 30 euro PER INFORMAZIONI E PER PARTECIPARE AL LABORATORIO: T 0412201934; 0412201930 esperienze@giovaniateatro.it THE END Oltre all’esito scenico della ricerca, è in programma la rappresentazione dell’ultima creazione dei Babilonia Teatri, "The End". Lo spettacolo è aperto al pubblico. Mercoledì 23 febbraio 2011, ore 21 Teatro Fondamenta Nuove, Venezia Babilonia Teatri THE END di Valeria Raimondi e Enrico Castellani - collaborazione artistica Vincenzo Todesco con Valeria Raimondi, Enrico Castellani, Ilaria Dalle Donne, Luca Scotton scene Babilonia Teatri/Gianni Volpe/Luca Scotton - luci e audio Babilonia Teatri/Luca Scotton - costumi Babilonia Teatri/Franca Piccoli - organizzazione Alice Castellani - grafiche Franciu produzione Babilonia Teatri/CRT Centro di Ricerca per il Teatro in collaborazione con Operaestate Festival Veneto e Santarcangelo 40 e con il sostegno di Viva Opera CIrcus Oggi la morte non esiste. Non se ne parla. Non la si affronta, né la si nomina. E’ un tabù. La morte viene occultata, nascosta. La consideriamo come qualcosa che non fa parte della vita. La religione cattolica ha le sue responsabilità, ma il nostro modello e stile di vita sposa perfettamente la volontà di rimuovere la questione. Nel momento in cui ci troviamo a diretto contatto con la morte tornano a galla in modo dirompente le nostre paure. Il buon senso o senso comune non servono più a nulla. Non basta sapere che la vita ha un ciclo, che i propri genitori invecchiano, che ammalarsi è possibile. Non basta neanche la visione consolatoria che la religione ci offre. La morte rimane tale. Uno spettro scuro di cui abbiamo infinitamente paura. In modo estremamente tragico. In modo estremamente comico. Oggi invecchiare come ammalarsi non è consentito. Il mito dell’eterna giovinezza dilaga. Ci stiamo trasformando in un mondo di Dorian Gray. Vecchi e malati vivono separati dal resto della popolazione. Le parti deboli, d’intralcio o pericolose hanno un luogo a loro deputato in cui stare. Anche i morti per definizione vivono separati dai vivi. Siamo consapevoli che non sempre è stato così, ma per noi oggi è un dato di fatto. Ci guardiamo e proviamo a fotografarci. A interrogarci sulle ragioni che ci portano a vivere la morte come un corpo estraneo. Violento. Traumatico. Un evento con cui non convivere e non riconciliarci. Di sicuro vedere un corpo morto per la prima volta a vent’anni è diverso da averlo sempre visto. Vedere un animale morire. Ucciderlo. È diverso da trovarlo sezionato e confezionato. Incontrare la morte quotidianamente oggi è un eccezione. Ma la regola continua a volerci mortali. Il modo in cui viene affrontata e trattata la morte oggi è profondamente bruciante e carico di contraddizioni. E’ una combustione lenta e sotterranea, forse per questo più dolorosa e non cicatrizzabile. Ogni tanto riesce a zampillare all’esterno prima di tornare a scorrere sotto traccia. Coperta da una cenere che non è mai in grado di spegnerla. Ma che si ostina a relegarla nell’alveo di un individualismo che nega una sua elaborazione collettiva. “In The end a colpire è soprattutto la violenza del linguaggio. Il testo, che come al solito ha l’andamento di una sorta di aggressiva litania a ritmo di rap, parla di un’epoca e di un mondo dove è proibito invecchiare, dove la decadenza fisica viene rinchiusa in appositi istituti che la occultano e la sottraggono alla vista, dove persino la sepoltura dev’essere asettica, fatta in modo da non suscitare pensieri malinconici: "no voi fiori da quattro schei / che detesto / che marciscono / che puzzano / non accerchiatemi con crisantemi che rattristano / compro rose rosse / sempre verdi / di plastica / che non ingialliscono / antiacari / antipolvere / antigelo". (Renato Palazzi, Delteatro.it) Babilonia Teatri È un giovane gruppo di artisti veneti, vincitori del Premio Scenario 2007 con made in italy. La compagnia, che si riferisce a un teatro sperimentale e anticonvenzionale, è composta da Enrico Castellani, Valeria Raimondi e Ilaria Dalle Donne. Nel 2008 per la prima volta affrontano un testo esterno al gruppo, Terminus di Mark O’Rowe, presentato a “Trend - Nuove frontiere della scena britannica” su commissione di Rodolfo di Giammarco. Nel 2009 debutta l’estremo Pornobboy. Del 2010 è la graffiante riflessione sulla morte intitolata The End. www.babiloniateatri.it BIGLIETTI PER “THE END” Biglietti Giovani a Teatro 2,50 euro (prenotazioni al N. Verde 800.831.606) - Biglietto unico 10,00 euro Biglietteria presso Teatro Fondamenta Nuove dalle ore 19.30 del giorno di spettacolo. Per informazioni www.esperienze-giovaniateatro.it - www.teatrofondamentanuove.it
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