DAVID DUCHOVNY IN “CALIFORNICATION”

L’insostenibile leggerezza dello sciupafemmine

Dal 6 marzo, ogni giovedì ore 21.00 su Jimmy
Dagli alieni alle donne, dai casi misteriosi alle scappatelle senza rimorsi.
Evoluzione di un divo senza morale. Bukowsky da qualche parte sorride.

Una delle pubblicità del lancio Californication diceva: da X-Files a XXX-Files. Dopo aver interpretato il ruolo dell’agente Fox Mulder per quasi dieci anni (1993-2002), David Duchovny era probabilmente stanco di esseri senza forma, alieni, ossessioni lontane e amori platonici. Per liberare Duchovny di Mulder doveva correre in suo aiuto un personaggio agli antipodi.
Usando un termine d’antan, si potrebbe dire che David Duchovny aveva bisogno d’interpretare uno sciupafemmine. Che in realtà viene poi sciupato. Basta guardare una sola puntata per capire che è un sopravvissuto all’amore.

Trasferitosi nell’odiata Los Angeles per seguire la trasposizione cinematografica del suo romanzo nichilista God Hates Us All, trasformato in una melensa commedia romantica con Tom (Cruise) e Kate (Holmes), deve tentare di ritrovare il suo talento.
Intorno a lui, la ex-fidanzata in procinto di sposarsi con un bel fantoccio da golf club, Bill, la figlia di Bill, una sedicenne provocante e spudorata, l’amico agente che lo sprona a prendere in mano un blog per una rivista Hell-A-Magazine e la segretaria dominatrix.
Sex-alcol-drug addicted, vive una vita alla Bukowsky (il nomignolo di Henry Charles Bukowsky era proprio Hank) e compensa la sua mancata relazione con Karen, con cui ha una figlia adolescente in piena fase rocker, con un’eccelsa scelta di donne diverse. Tutte leggermente weird, tutte molto accondiscendenti.
E per non cadere nella trappola del moralismo bisogna partire dell’idea che la morale comune è morta e che la nuova regola è: se non ti piace, cambia. Ma è qui che si generano i problemi. La scena controversa, che ha fatto levare i forconi a stuoli di suscettibilissimi spettatori, è una scena in chiesa. Ma è un sogno. Allora? Allora Hank Moody ti manda in confusione.
La sua Porsche fangosa e impolverata a cui manca completamente il fanale destro indica bene il suo carattere che si cela dietro occhiali da sole sempre ben calzati e un fascino da scrittore maledetto. E inganna. Come la strategia di promozione della serie, in onda su Jimmy e prodotta da Showtime (già famosa per Dexter, Weeds e i Tudors).
Nel nome del guerrila marketing, nella metropolitana di Milano sono fioccati reggiseni di tutte le fattezze: di pizzo, a pois, bianchi e neri. Come quelli che Hank Moody ogni sera si appresta slacciare in un clima isolazionista, decadente, autodistruttivo. Questo è il fattore Californication.
E se il finale di stagione riservasse un’altra happy family?
Bruciante, caustico e sarcastico, alcolico e sballato, Hank Moody fa come faceva il suo mentore, “il mio stile non cambia granché, mi limito a bere cose diverse”. Hank is going to hell… da gustare in lingua originale per la sua voce stropicciata e assonnata.

E quella raffinatezza un po’ lorda, quel savoire faire un po’ lercio ma mai squallido, lo hanno rimesso in carreggiata. Grazie a questo ruolo l’attore ha vinto il Golden Globe 2008 come miglior interprete in una serie (commedia o musicale) ed è tornato alla carica anche al cinema dove lo ritroveremo in un piccolo ruolo in Oltre il fuoco, esordio hollywoodiano della regista Susanne Bier in uscita a maggio. Inoltre, in estate lo vedremo nuovamente indossare i panni di Mulder, tentando di risolvere il più grande X-File della storia, sempre al fianco di Scully. X-Files 2, arriverà nei cinema a partire dal 25 luglio 2008.
XXX Files e ritorno.

TITOLO ORIGINALE: CALIFORNICATION
PRIMA TV USA: 13 agosto 2007, Showtime
PRIMA TV ITALIA: 6 marzo 2008, Jimmy
IDEATORE: TOM KAPINOS
PRODUTTORE ESECUTIVO: TOM KAPINOS, DAVID DUCHOVNY, SCOTT WINANT
CAST: David Duchovny (Hank Moody), Natascha McElhone (Karen), Madeleine Martin (Becca), Madeline Zima (Mia), Evan Handler (Charlie).