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"DEATH OF A PRESIDENT - MORTE DI UN PRESIDENTE" di Gabriel RangeUn film-pretesto per ragionare su un’America post 11 settembredi Vera Usai «Un disastro nazionale è sempre un momento che ci fa fermare e che ci fa riflettere su ciò che è veramente importante». Questa una dichiarazione del regista inglese Gabriel Range per presentare il suo ultimo film. E la “morte di un presidente” può essere davvero un momento di grande riflessione, soprattutto se il presidente è quello degli Stati Uniti d’America, George W. Bush.
Death of a President sfrutta gli stilemi del genere documentaristico. Scene di protesta, manifestanti agguerriti contro Bush e contro le sue mire politiche verso l’Iraq e la Corea; rappresentanti degli ordini della sicurezza; membri dell’FBI. Una donna musulmana piange il marito, sono indiziati di un omicidio che si consuma davanti agli occhi di tutti, fuori lo Sheraton Hotel della città di Chicago, in un ipotetico 19 ottobre del 2007. Persone vicine e lontane a Bush e alla sua politica antiterrorista. Una pellicola costruita continuamente su piani di realtà e finzione, che si mescolano e giocano con scene di repertorio e riprese fatte con attori: il tutto per cercare di capire cosa succederebbe se fossimo colpiti da un evento di tale portata politica e mediatica. Ed è questo il punto di forza del film di Range, il suo sforzo nel cercare di «offrire un’altra prospettiva», e anche più di una, «su quanto è accaduto negli ultimi cinque anni», per far riflettere su come tutto ciò stia cambiando il volto di una nazione e del mondo intero. La vicenda è analizzata su più fronti contrapposti con ingegnosità dal regista non solo a livello dei contenuti, ma anche nella costruzione delle sequenze. La macchina da presa crea inquadrature claustrofobiche della città, sorvola rapida e agitata le strade percorse dalla manifestazione. Ma si ferma in riprese fisse e quasi piatte nel momento in cui a parlare sono tutte quelle personalità vicine al Presidente e a lui legate da rapporti di profonda stima. Parole laccate di buoni sentimenti e religiosità, riverberate da dolore, esprimono quel “falso” patriottismo tanto sottolineato nel discorso dello stesso George W. all’interno dell’albergo, prima dell’assassinio. E poi i colpi, tra la folla, la corsa in ospedale e la reazione mediatica di fronte alla morte improvvisa, che non si fa vedere ma preferisce essere raccontata dalla stampa e dalle opinioni di quanti potrebbero essere arrestati perché ritenuti colpevoli. Se il film sostiene con coraggio e tensione tutta la prima parte, nel secondo tempo si allunga e diventa quasi noioso. Una dilatazione temporale che può rimandare a quella lentezza con cui le organizzazioni antiterroristiche provvedono alla ricerca del vero colpevole. Lo sforzo però è coraggioso e da premiare: per lo meno ci fa credere che c’è ancora qualcuno che mostra in maniera estrema cosa succede davvero intorno a noi, in un mondo al confine tra il vero e il non vero. Titolo originale: Death of a President Regia: Gabriel Range Nazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Drammatico, Thriller Durata: 90’ Sito ufficiale: www.deathofapresident.com Sito italiano: www.mortediunpresidente.it Cast: Hend Ayoub, Brian Boland, Becky Ann Baker, Robert Mangiardi, Jay Patterson, Jay Whittaker, Michael Reilly Burke, James Urbaniak Produzione: Borough Film Ltd., Borough Films, Channel 4 Television Corporation, Chicago Borough Films Distribuzione: Lucky Red Data di uscita: 16 Marzo 2007 (cinema)
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