“DOC” DI IMMY HUMES

La verità in fondo alla pazzia

Fuori Concorso
Ascesa, apogeo e caduta di Harold Louis “Doc” Humes (1926-1992), intellettuale fuori dagli schemi che ha letteralmente imperversato nel mondo della cultura americana per più di mezzo secolo.

Il soprannome Doc arriva presto per Harold Humes: al liceo era talmente bravo (a 16 anni riuscì a entrare al MIT) che si meritò questo nomignolo. Ma precocemente pieno di idee e voglia di fare lascia la prestigiosa università e si arruola in marina per non combattere mai. Si ferma a Parigi, dove fonda la “Paris Review” e dove il suo nome comincia ad acquisire l’altisonanza che avrà in seguito. Scrive anche due libri (The Underground City e Men Die), quasi per gioco. Si rivelano essere due dei capolavori della letteratura nascosta del 20° Secolo; è inventore, imprenditore, editore, marito e padre, anche regista a un certo punto.

L’inizio della fine avviene a Londra. L’assunzione di LSD acuisce i sentimenti di paranoia che da sempre Doc covava da qualche parte; cominciano le paure di essere spiato non solo dalla CIA, ma anche dalla stessa Regina d’Inghilterra. La convivenza con quest’uomo speciale comincia a diventare, per la sua famiglia, insopportabile. Scappa in Italia, dove avrà un figlio. Torna quindi in America dove comincia a girare per tutti i college più importanti dell’East Coast degli States per concionare, insegnare, lanciarsi in filippiche infinite e in allarmati avvertimenti sul comportamento del governo americano. Le sue idee cominciano ad essere sempre più deliranti, e intollerabili anche ai suoi seguaci più accaniti. Finalmente, ormai anziano, Doc si lascia ricoverare in un ospizio di New York, e lascia che gli vengano curate le patologie mentali che lo affliggevano.

Tenero ritratto di Immy Humes, figlia di Doc, su una delle figure più imponenti, eclettiche, talentuose e bizzarre della cultura hipster e beatnick americana. Oltre alla profonda fascinazione verso un personaggio così geniale, i motivi di interesse per questo film stanno anche nella maestria come documentarista della Humes (candidata all’Oscar nel 1991 con il documentario A Little Vicious), segno che i geni del babbo sono stati tramandati. Un ritratto tenero ma sincero quello della regista, che coinvolge tutta la famiglia e moltissimi amici del padre per ricostruire la figura di quest’uomo larger than life.
Non per fare una triste marchetta, ma su esplicito incitamento della stessa regista, forniamo un sito web dove tutti coloro che avessero visto il documentario e avessero domande o richieste sono i benvenuti: www.dochumes.com.

Per la cronaca, Doc Humes fu effettivamente controllato dall’FBI per trent’anni esatti, dal 1948 al 1978. In fondo la verità sotto la pazzia c’è sempre stata.

2007, USA
16mm, 98′, b/n_e_colore
regia, produttore/director, producer Immy Humes
montaggio/film editor Mona Davis
interpreti/cast Paul Auster, Allan Chiuse, Timothy Leary, Norman Mailer, Peter Matthiessen, Jonas Mekas, George Plimpton, William Styron
produzione,distribuzione, vendita all’estero/production, distribution, world sales The Doc Tank