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"DOG BITE DOG" DI SOI CHEANGCane mangia canedi Nicola Cupperi I due cani che cercano di mangiarsi reciprocamente citati nel titolo sono un feroce killer cambogiano senza nome e uno scapestrato poliziotto dalle maniere a dir poco rudi rudi. I due incroceranno le loro strade dal momento in cui il killer viene ingaggiato da un giudice honkonghese per eliminare la propria moglie.
La squadra di Wai, questo il nome del poliziotto, viene assegnata alle indagini su questo caso; lo scostante ma talentuoso detective individua immediatamente il colpevole che, braccato, fugge trucidando chiunque gli si pari davanti, compreso un collega di Wai. Al dovere si unisce quindi la vendetta personale, che spinge lo scarno poliziotto a inseguire ferocemente e senza posa il criminale, facendo spesso uso di pratiche non ortodosse per il suo mestiere; per questo motivo è osteggiato dalla squadra, e deve proseguire la caccia da solo. Nel frattempo il regista ci permette di esplorare il passato dei due rivali e, alla luce di questi flashback, i comportamenti di inseguitore e fuggitivo risultano molto più chiari. Soi Cheang, già assistente di registi del calibro di Ringo Lam e Andrew Lau, e autore di ottimi film quali Love Batterfield e Hidden Heroes tenta di risistemare l’asticella una spanna più in alto all’interno del contenitore più sfruttato dalla cinematografia honkonghese (il noir poliziesco). Ci riesce solo in parte, sviluppando uno script crudo e violento (paragonabile grosso modo a One Nite in Mongkok di Derek Yee per l’efferatezza) e una messa in scena notturna livida, bella e cattiva allo stesso tempo. La caratterizzazione dei due protagonisti - il killer senza nome cresciuto, orfano, nella violenza e Wai, che deve affrontare la delusione del crollo della figura del padre, un esempio per lui e in realtà un poliziotto corrotto - sono convincenti e rese profonde e maggiormente interessanti dai lunghi flashback esplicativi. La regia sfrutta la caratteristica messa in scena stilizzata della scuola honkonghese, aggiungendo un tocco e una sensibilità personali peculiari e affascinanti. Il vero problema del film sono i trenta minuti finali, prolissi, melensi, inverosimili e francamente inutili, che rischiano seriamente di compromettere la fruizione di un film che si fregia di un inizio sfolgorante, praticamente perfetto nella scansione del ritmo, e nella costruzione di un hype di tensione altissimo, e di una parte centrale solida e coinvolgente. Dog Bite Dog Regia: Soi Cheang Anno: 2006 Durata: 109’ min Stato: Hong Kong
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