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"Da Avondo a Zorio. Dall’Unità di Italia alla Grande Guerra"A cura di Angelo Mistrangelo, Francesco Poli e Gianfranco SchialvinoComunicato stampa pubblicato venerdì 7 novembre 2008 Il 19 novembre si inaugura a Settimo, nello spazio della Casa delle Arti e dell’Architettura “La Giardinera”, la prima tappa di una significativa rassegna suddivisa in tre successivi momenti espositivi dedicata alla pittura e alla scultura piemontese degli ultimi centocinquant’anni, dal titolo Da Avondo A Zorio. La prima delle tre mostre, inserita nelle iniziative di Contemporary e aperta sino al 19 febbraio 2009, presenta le opere degli artisti che hanno significativamente operato nei decenni che vanno dall’Unità d’Italia alla Prima Guerra Mondiale; la seconda si occuperà del periodo fra le due guerre; e la terza partirà dal 1945 per arrivare fino alle ricerche più recenti. Questo progetto espositivo non è caratterizzato da un rigoroso taglio storico critico ma si propone come una sorta di rivisitazione delle principali vicende dell’arte piemontese, documentate attraverso opere significative delle personalità più influenti ma anche di artisti meno noti che spesso sono di notevole qualità e che meritano di essere considerati con maggiore attenzione. Saranno esposte oltre 70 opere di più di 50 artisti, prestati dai musei regionali e individuati nelle più importanti gallerie e collezioni private, selezionati tra i più significativi del panorama artistico piemontese. Si è deciso di indicare come data di inizio di questa mostra il 1880, da intendersi solo come momento più o meno indicativo di una fase di svolta in direzione moderna della cultura artistica piemontese, in sintonia con il sempre più dinamico sviluppo economico e sociale della capitale piemontese. Cronologicamente la mostra si apre, dunque, con l’opera Nelle pianure di Ardea di Vittorio Avondo, esperto conoscitore dell’arte medievale e moderna, figura di spicco per la città di Torino dove per vent’anni diresse il Museo Civico. La sua pittura, colpisce soprattutto per la capacità di rendere la luce, elemento naturale che ritroviamo negli splendidi paesaggi che raccontano esili strisce di terra, cieli e acque riflesse. Di Lorenzo Delleani, uno degli artisti piemontesi più fortemente radicati al territorio, sarà in mostra l’opera Temporale vicino. Autorevole protagonista della scena artistica nazionale ed espositore assiduo alle maggiori rassegne italiane ed estere, dai soggiorni e dai viaggi, anche ripetuti in Italia e in Europa, Delleani trasse soggetti, indicazioni e suggestioni per la sua ricchissima produzione artistica. Tra le opere un Cartone per il IV Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, un documento simbolo del XX secolo di forte impegno sociale e di grandi dimensioni, cui l’artista dedicò anni di sforzi e di fatiche. Un profondo impegno critico connotò sempre la sua produzione consentendogli di raggiungere risultati di livello internazionale nell’ambito della tecnica divisionista usata anche come strumento flessibile e adatto a inverare contenuti via via più impegnativi nel rapporto con la realtà, e nella interpretazione simbolica della natura e della vita umana. Non mancano poi esempi di altre importanti esperienze divisioniste e futuriste come Cesare Bertea (I buoi), Marco Calderini (Lungo le rive del Po), Giuseppe Cominetti (Lussuria), Cesare Ferro (Silenzio), Carlo Follini (Cavalleggeri), Cesare Maggi (Riva del carbon), e Mario Reviglione (Zingaresca), e la presentazione di eccezionali inediti di Enrico Reycend, Giacomo Grosso, Leonardo Roda, Giovanni Guarlotti, Alessandro Lupo, Domenico Buratti e Ambrogio Alciati. Questa prima tappa espositiva vuole quindi ripercorrere l’attività di quelle generazioni di artisti che da un lato rappresentano la continuità e la persistenza di tendenze tardo ottocentesche nel nuovo secolo, e che dall’altro contribuiscono ad aprire nuove strade di ricerca. Si tratta nel primo caso soprattutto della pittura di paesaggio, che ha avuto protagonisti di grande rilievo nazionale e che ha mantenuto a lungo una indubbia vitalità; e nel secondo dell’emergere delle tendenze del verismo sociale che ha alla fine degli anni’90 interessanti sviluppi divisionisti, e di quelle simboliste caratterizzate da valenze liberty e anche da elaborazioni in chiave divisionista. Come afferma Angelo Mistrangelo, uno dei curatori: “La nostra attenzione si rivolge a un dipingere che esalta quei valori naturalistici, quelle atmosfere pacate e silenziose, quel cromatismo a volte delicato ed a volte esplodente nella resa d’insieme che imprimono un volto, una storia, un intimo significato a tutto il discorso artistico di quegli anni”. Con un particolare riferimento a far emergere “il senso autentico della ricerca dal vero”, a cogliere “nella sua massima immediatezza l’impressione luminosa e cromatica del motivo” ed a “concretizzare sulla tela una visione meditata ed approfondita della realtà ambientale” di cui gli artisti diventano ormai informati e partecipi spettatori (Francesco Poli). La mostra è realizzata dalla Città di Settimo Torinese, l’Associazione Ligure e Piemontese Gallerie d’Arte Moderna e contemporanea e la Fondazione Esperienze di Cultura di Settimo, con il contributo della Regione Piemonte. Da Avondo a Zorio. Dall’Unità d’Italia alla Grande Guerra a cura di Angelo Mistrangelo, Francesco Poli e Gianfranco Schialvino 19 novembre 2008 - 19 febbraio 2009 Casa dell’Arte e dell’Architettura “La Giardinera” Via Italia, 90b - Settimo Torinese - TO Orari: da martedì a domenica ore 11.00-19.00 Ingresso: intero euro 4,00 - ridotto euro 2,00 Per informazioni: tel. 011 8028290 -0118028532 www.fondazione-ecm.it
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