VEDI ANCHE |
|||||||||||||||||||||||||
Dario Argento protagonista alla Mostra di PesaroUn brivido giallo scorre a Pesaro durante la Mostra del Nuovo Cinemadi Alessandro Cuk . L’evento speciale di quest’anno è infatti riservato a quello che è considerato il maestro italiano di un’ampia categoria che va dal giallo al terrore, fino ad arrivare all’horror. E’ l’occasione per una rivisitazione critica di Dario Argento, spesso considerato soltanto un autore di genere, ma che merita una valutazione complessiva della sua opera che è rappresentata da una lunga filmografia con digressioni anche di carattere televisivo. E Pesaro è partita proprio con la proiezione degli episodi televisivi che Dario Argento ha realizzato per la Rai nel 1973, che andavano sotto il titolo generale di La porta sul buio. Prima di ogni episodio appare proprio il regista che anticipa il tema del racconto in un’anteprima che ricorda un po’ Hitchcock nei suoi interventi televisivi. Nel primo episodio, Il tram, che Argento firma con lo pseudonimo di Sirio Bernardotte, si vedono già i suoi temi tipici, ancora quelli legati al primo periodo del regista, quello più vicino al giallo che all’horror, dove l’indagine si svolge in una misura più classica, anche se ricca di grande capacità visionaria, dove nell’ordinario succede lo straordinario, dove un comune mezzo di trasporto diventa teatro di un truce omicidio. Il suo esordio cinematografico era avvenuto qualche anno prima, nel 1970, con L’uccello dalle piume di cristallo, dove i protagonisti erano Tony Musante ed Enrico Maria Salerno. Un esordio shock per il cinema del periodo, dove questo giovane autore (che precedentemente aveva lavorato come sceneggiatore, tra gli altri, con Sergio Leone alla scrittura di C’era una volta il West e con Giuseppe Patroni Griffi in Metti una sera a cena), si muove in un territorio diverso dalle sue esperienze precedenti e mutuando l’insegnamento di Mario Bava, trova il suo terreno congeniale. Pesaro ci accompagnerà nella sua filmografia, già in questi primi film, anche con la digressione storica de Le cinque giornate, anche se l’autore ha confessato che in questo film doveva essere soltanto lo sceneggiatore, il regista designato era un altro e poi c’è stato un cambiamento e lui è subentrato, grazie anche all’insistenza dei protagonisti. Con Profondo rosso poi è arrivato il successo internazionale e la carriera del regista comincia a volare con Suspiria, Inferno e i film successivi. A Pesaro è stato proiettato anche un interessante special Dario Argento e il cinema della paura, realizzato da Luigi Cozzi, che attraverso interviste e visioni di backstage, ripercorre la carriera del regista e mostra la sua maniacale attenzione al particolare e al dettaglio, ma anche la sua capacità d’inventiva e di fantasia, anche dal punto di vista tecnico, che si è evoluta con le nuove possibilità che si sono introdotte negli ultimi anni.
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





