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Dario Argento testimonial al GLBT Film Festival di TorinoIl regista del brivido, in attesa del suo nuovo "Dracula 3D": "Pregiudizi? No grazie!"di Paola Assom "Sono onorato di essere testimonial della nuova sezione Horror di questo importante festival, nel suo genere uno tra più importanti al mondo". È commosso Giovanni Minerba, presidente del GLBT Film Festival di Torino, mentre ascolta le lodi di un gigante del grande schermo, uno il cui solo nome mette i brividi: Dario Argento. Con la semplicità disarmante e la naturalezza quasi ingenua degna di un Maestro quale è, il regista romano si racconta alla 26° rassegna di film a tematiche omosessuali “Da Sodoma a Hollywood”, a Torino dal 28 aprile al 4 maggio 2011.
Argento ha da trent’anni un legame professionale con Torino, dove ha girato molti film (Quattro mosche di velluto grigio, Il gatto a nove code, Profondo Rosso, Non ho sonno, il giallo tv Ti piace Hitchcock? e La terza madre), valorizzando a livello internazionale questa città come affascinante “location” cinematografica del mistero e della suspence. E ancora Torino e nel Biellese sta girando, Dracula, il suo primo film in 3D, con una nuova macchina da presa Harriflex: "Adesso sì che giro in 3D, finalmente sono soddisfatto, ha un’ottima resa e mi sento molto a mio agio". "Ma – avverte – la postproduzione per il 3D è molto lunga e complessa e perciò ancora non so dire quando Dracula sarà nelle sale". E ricorda Hitchcock, che nel ’54 aveva girato Delitto perfetto già in 3D, ma "Solo recentemente, dopo lunghe ricerche, ho potuto vedere quelle scene bellissime, danno piacere all’occhio, sono come ologrammi”- racconta con emozione. Spesso i personaggi dei suoi film sono omosessuali: "Non ci vedo nulla di strano - dice - il cinema è uno specchio del mondo, del quale anche gli omosessuali fanno parte, come tutti. Le persone della mia generazione (Dario Argento ha oggi 71 anni ndr.) hanno dei pregiudizi, perché un tempo non se ne parlava. Ma mio padre era un produttore e io sono cresciuto in una famiglia frequentata da registi, scenografi, critici, molti dei quali omosessuali e da sempre grandi amici dei miei genitori e miei". Tanto è spontanea e sincera la sua affermazione che non occorre sottolineare altro e Argento passa a ricordare i suoi esordi di critico cinematografico: "Discutere, parlare e vedere film che altri facevano mi piaceva moltissimo, è stato un periodo bello della mia vita, meglio che farne. Però la critica di oggi è conformista – lamenta – e sa apprezzare solo quello che è commerciale, non si interessa ai circuiti minori". Esclusi i presenti, si intende! Si lascia andare ancora ai ricordi citando le sue prime collaborazioni, con Sergio Leone (C’era una volta il West) e con Mario Bava, capostipite del genere horror italiano. Un incontro generoso con il regista delle tenebre, che rilascia eccezionalmente persino qualche sorriso e elogia il festival: speriamo sia un luminoso auspicio per questa preziosa rassegna torinese.
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