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"Death Note"L’anime che ha stupito il mondo su Mtvdi Riccardo Andretta
Debutta finalmente anche in Italia, martedì 28 ottobre alle 22 su Mtv, "Death Note": un anime particolare e controverso, che in patria e nel resto del mondo ha già riscosso un successo straordinario. Una storia originale, che non mancherà di destare questioni etico-morali di grande importanza e attualità.
Tra le opere in partenza con l’Anime Night di Mtv, Death Note è sicuramente quella più attesa. Come la maggior parte degli altri anime Death Note trae origine da un omonimo manga, 12 numeri editi in Giappone dalla Shueisha tra il 2003 e il 2006, e pubblicati in Italia dalla Panini dal novembre 2006 al settembre 2008. In Italia la pubblicazione bimestrale invece che mensile fu scelta proprio perché si sperava che nel frattempo uscisse anche l’anime, cosa che sicuramente avrebbe alzato il numero delle vendite. In realtà i dodici numeri hanno fatto in tempo ad uscire tutti (ne è previsto un tredicesimo, speciale, a dicembre), ma le vendite sono state comunque alte, superiori alle previsioni. Al punto che i primi numeri sono andati ben presto esauriti, e la Panini ne ha approfittato per varare una nuova edizione "Gold", in formato più grande e giunta ora al sesto numero. È lecito attendersi un’ulteriore impennata delle vendite e magari un’ulteriore edizione, ora che i 37 episodi dell’anime sono finalmente giunti anche in Italia. Tra l’altro dalla serie sono stati tratti anche tre film in live action: Death Note, Death Note: The last name e L change the worLd, che in patria sono stati a lungo in testa al botteghino. La trama. Light Yagami è uno studente brillante, probabilmente il migliore di tutto il Giappone. Al punto che vive un’esistenza annoiata, ostaggio della sua intelligenza in un mondo che tra criminalità e ignoranza sta andando allo sfacelo. La sua vita cambia quando un giorno trova per caso uno strano quaderno, su cui c’è scritto "Death Note", quaderno della morte. All’interno trova delle regole scritte in inglese, la prima delle quali recita: "L’umano il cui nome sarà scritto su questo quaderno morirà". Piuttosto scettico ma incuriosito, Light decide di provare il quaderno con un criminale che sta tenendo in ostaggio dei bambini in un asilo, e con stupore si accorge che il quaderno funziona davvero. Qualche giorno dopo scopre che il quaderno è stato perduto (o meglio è stato lasciato cadere intenzionalmente) da Ryuk, uno shinigami (ovvero un dio della morte). Ryuk fa visita a Light e gli rivela che ora il quaderno è suo, può farne ciò che vuole. E spinto dal desiderio di ripulire il mondo, oltre che da quello di onnipotenza, Light decide di usarlo per eliminare tutti i criminali. Il suo obiettivo è creare un nuovo mondo, uno in cui non esista più il male e si viva in pace. Il mondo di Kira: così infatti la gente comincia a chiamarlo dopo i primi omicidi (è la traslitterazione di "killer"). Light da subito vuole mettere in chiaro, pur mantenendo segreta la sua identità, che le morti non sono casuali, c’è qualcuno che le provoca. Qualcuno destinato a diventare una divinità: solo quando tutti saranno favorevoli al suo operato sarà il momento di uscire allo scoperto. Naturalmente la sua visione è molto estrema. Subito i vertici mondiali si riuniscono per stabilire come fermare quello che è visto, in fondo, come un assassino. E per farlo si decide di chiedere l’aiuto di un misterioso individuo che si fa chiamare L: un ragazzo molto singolare (secondo molti uno dei personaggi più intriganti dell’intera animazione giapponese), dall’intelligenza al di fuori del comune, che risolve per la polizia i casi più particolari nel completo anonimato, nessuno sa neppure che faccia abbia. Inizia così la sfida tra Kira e L, "un glorioso duello tra due uomini scelti dal destino". Death Note è un’opera che ha letteralmente stupito il Giappone e non solo, decisamente diversa da tutto ciò che si era sempre letto/visto. Intanto ha una sceneggiatura che definire brillante è riduttivo. L’autrice è Tsugumi Ohba, per la quale Death Note è la prima opera degna di nota (ma si tratta di un lavoro di livello talmente alto che molti hanno a lungo sospettato che Tsugumi Ohba fosse solo lo pseudonimo di qualche autore molto più esperto). I disegni del manga invece sono affidati a Takeshi Obata, uno dei più apprezzati disegnatori della nuova generazione di mangaka, e a vedere la sua arte ve n’è ben donde. In Death Note si privilegia il dialogo all’azione (anche se, quando si passa a quest’ultima, la realizzazione è magnifica). È un’opera molto riflessiva, nella quale i personaggi producono ragionamenti tanto acuti quanto complicati. Il duello tra L e Kira si basa infatti su questo: entrambi sono intenzionati a scoprire l’identità del loro antagonista, ma contemporaneamente a mantenere segreta la propria. La loro è come una sfida a scacchi, nella quale bisogna muovere i propri pezzi intuendo già come risponderà l’avversario. L’intelligenza di entrambi li porterà ben presto a scoprire parzialmente le carte, rendendo ancora più mozzafiato la storia. L’ingresso poi di nuovi personaggi e dinamiche eviterà il ristagnarsi della narrazione, mantenendo alta la suspence. E nonostante un leggero calo nella seconda parte della storia (rilevabile più nell’anime, dove la narrazione è stata un po’ accelerata, che nel manga), rimane un lavoro godibilissimo che tiene col fiato sospeso fino alla fine (anche questa diversa tra carta stampata e trasposizione animata, con qualche polemica in quanto il finale del manga è ritenuto molto più in sintonia col resto della storia, rispetto alla conclusione scelta per l’anime). Inoltre si tratta di un’opera in cui il risvolto etico non è secondario. Per lo spettatore è quasi impossibile non sposare una delle due ideologie, e schierarsi dunque con Kira o con L. Ma chi ha davvero ragione? L’intento finale di Light è nobile, e probabilmente se vincerà lui il mondo diventerà davvero un posto migliore. Ma il fine giustifica i mezzi? Kira è un nuovo dio o semplicemente un assassino, che impone la propria legge a un’umanità impotente? La frase: «Voglio che il mondo sappia della mia esistenza. Voglio che capiscano che c’è qualcuno che amministra la giustizia! Così nessuno oserà più commettere cattive azioni, e il mondo prenderà sicuramente la retta via». TITOLO ORIGINALE: Desu Nōto PRIMA TV GIAPPONE: 4 ottobre 2006 - Nippon Television PRIMA TV ITALIA: 28 ottobre 2008 - Mtv IDEATORE: Tsugumi Ohba & Takeshi Obata PRODUZIONE: Madhouse DOPPIATORI: Flavio Aquilone (Light Yagami), Alessandro Rossi (Ryuk), Stefano Crescentini (L), Germana Savo (Misa Amane), Stefano Mondini (Soichiro Yagami), Marco Baroni (Shuichi Aizawa), Leonardo Graziano (Tota Matsuda).
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