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Depeche Mode’s concertDatch Forum, Milano, 18 febbraio 2006di Sofia Lorenzini Stranamente in perfetto orario, almeno per gli standard italiani, sia il gruppo spalla, i The Bravery, sia i Depeche Mode, che alle ventuno sono sul palco, e subito fanno impazzire i fan, accorsi in migliaia per riempire ogni singolo posto del Datch Forum. I biglietti sono stati esauriti ancora mesi fa in pochissimi minuti e molte persone hanno sperato fino all’ultimo nei bagarini. Il pubblico è già caldo e in trepidazione, gli applausi e le urla sono scroscianti e costanti per tutta la serata. Forse in alcune canzoni, quelle nuove, potevano essere più sostenuti, ma comunque degnissimi di costituire il dvd live di prossima pubblicazione (inizialmente doveva essere girato a Barcellona). Il concerto si apre, dopo l’intro strumentale composto dallo stesso Martin Gore, con il nuovo e ultimo singolo estratto da “Playing the angel”: “A pain that I’m used to”, che vede il cantante Dave Gahan con i soliti pantaloni neri e una sensuale giacca grigia entrare sul palco. Lo precedono Andrew Fletcher e Martin Gore (con una graziosa gonnellina sopra i pantaloni, un cappuccio e delle ali, tutto rigorosamente nero), che si posizionano alle tastiere futuristiche disegnate dall’inseparabile fotografo e regista Anton Corbijn. Dall’ultimo album saranno eseguite durante la serata altre sei canzoni: “John the Revelator” come seconda, “Precious”, “Suffer well”, “Dameged people”, “I want it all” e “The sinner in me”. Ma ovviamente i pezzi forti sono i classici del gruppo, che Dave a volte smette di cantare per lasciarsi avvolgere dal coro del pubblico. Ad esempio “Personal Jesus”, “Enjoy the silence”, “Never let me down again”, eseguita nel secondo bis, “A question of time”, “Walking in my shoes” ed “Everything counts”, come a voler riprendere il loro apice concertistico di Pasadena dell’88. Particolarmente commoventi sono state “Shake the disease” e “Home”, cantate da Martin che per qualche minuto ruba il palco a Dave, e la chiusura, “Goodnight lovers”, con il pubblico perso negli occhi assorti dei cantanti, che si abbracciano e toccano la folla, con un’affinità che dopo tanti anni brucia ancora i cuori dei fan. La scaletta: 1 A Pain That I’m Used To 2 John The Revelator 3 A Question of Time 4 Policy of Truth 5 Precious 6 Walking In My Shoes 7 Suffer Well 8 Damaged People 9 Home 10 I Want It All 11 The Sinner In Me 12 I Feel You 13 Behind the Wheel 14 World In My Eyes 15 Personal Jesus 16 Enjoy the Silence 17 Shake the Disease 18 Just Can’t Get Enough 19 Everything Counts 20 Never Let Me Down Again 21 Goodnight Lovers
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