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"Donna Rosita nubile ovvero il linguaggio dei fiori" di Federico García LorcaGarcia Lorca, Luis Pasqual e l’amara parabola di Donna Rositadi Alessandro Pesce In “Donna Rosita nubile“, Federico Garcia Lorca abbandona la passionalità e i toni sanguigni di altre opere più celebri, e narra, con accenti molto piu lievi, malinconici e checoviani, la parabola discendente di una donna, seguita dai suoi vent’anni fino alla maturità, nel suo declino da giovane vitale e innamorata a cinquantenne sola e disillusa
E’ il dramma degli inganni del tempo che scorre, delle insidie della memoria, delle colpe del “non detto”, delle illusioni che la mente costruisce per riempire di contenuti l’esistenza . Donna Rosita è vissuta in un mondo virtuale, fatto di sogni, di lettere bugiarde e di costr(i)uzioni mentali, ma anche i personaggi che l’attorniano, chiusi nell’ipocrisia o a loro volta in altri piccoli universi immaginari (come lo zio bislacco che vive per le sue rose, incarnato dall’irresistibile Giancarlo Dettori) non hanno potuto, saputo o voluto aiutarla ad affrontare la vita vera. Amosfera checoviana, quindi, come s’è detto, ma non solo; c’è molto altro in questo dramma, c’è canto, una dimensione onirica, surrealismo, umorismo grottesco di marca ispanica, e tracce che rivelano la sensibilità di Lorca verso tutti gli "ismi" del suo tempo. Questa varietà di componenti e di toni è il problema principale che deve porsi il regista, per raggiungere un’unità stilistica che eviti il probabile stridore prodotto da suggestioni tanto differenti tra loro. La messinscena di Lluís Pasqual, che ha affrontato questo spettacolo anche come un personale omaggio al Piccolo Teatro, dove ha vissuto una importante stagione formativa, ha concepito, con lo scenografo storico del “ Piccolo “, Ezio Frigerio, un ambiente quasi bianco (citazione strehleriana) con sipario trasparente e seguito da altre pareti divisorie anch’esse trasparenti, che delimitano e circostànziano lo spazio scenico. Inoltre ai quattro atti previsti ha preferito un’unica sessione dove le fasi temporali volutamente a volte si confondono. Questa cifra stilistica è teatralmente persuasiva, sia nelle scene drammatiche che in quelle più variopinte, come il magnifico quadro delle "manole", le "aiole", le "zitelle" e la madre di esse (una strepitosa Rosalina Neri) che ciacolano, cantano e ballano. Tutto il cast è perfetto, sia i giovani bravi usciti della scuola del Piccolo sia, ovviamente, le grandi attrici di cui Pasqual è da sempre fan: Andrea Jonasson, bellissima e sensibilissima nelle sfumature della solitudine, Giulia Lazzarini, una "serva" che non dimenticheremo, (tra Goldoni e Almodovar), Franca Nuti, zia ruvida ma non troppo, oltre ai già citati, tutti festeggiatissimi in una serata di eccellente teatro. DONNA ROSITA NUBILE di Federico García Lorca - regia Lluís Pasqual - scene Ezio Frigerio - costumi Franca Squarciapino - luci Claudio De Pace - musiche Josep Maria Arrizabalaga - movimenti coreografici Montsé Colomé con (in o. a.) Andrea Coppone, Giancarlo Dettori, Pasquale Di Filippo, Martina Galletta, Alessandra Gigli, Eleonora Giovanardi, Andrea Jonasson Giulia Lazzarini, Rosalina Neri, Franca Nuti, Stella Piccioni, Sara Zoia durata 1 ora e 50 minuti senza intervallo produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa Roma, teatro Argentina, fino al 12 dicembre (poi tournée)
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