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DueBattute con Maurizio Mattioli su "Immaturi - Il viaggio""Te dico solo du’ cose: A-ttento"di Massimiliano Ferone NSC: Un commento da spettatore su Immaturi - Il Viaggio? M.M. : "Paolo Genovese è un grande scrittore e regista, e la sua bravura in Immaturi - Il Viaggio è stata quella di raccontare una commedia "tonda" che riuscisse ad esprimere ironia e drammaticità quasi all’unisono. Il film sarà tanto divertente da vedere quanto lo è stato da girare!". NSC: La capacita dell’immaturo di dare un’impronta di leggerezza anche a situazioni delicate, gli conferisce un senso di maturità nascosto, ma conta, davvero, restare in fondo un po immaturi nella vita? M.M. : "Rimanda i problemi, ma alla fine dei conti si accumulano solo situazioni in sospeso che riusciresti a risolvere nel doppio del tempo". NSC: Qual è l’immaturità del suo personaggio? M.M. : "Più che di immaturità parlerei di insicurezza, dopotutto il personaggio che interpreto è appena riuscito a sistemare il figlio, e pur di non ritrovarselo a vagare dentro casa, e riscoprire la propria intimità con la moglie, è disposto a raggiungere il ragazzo fino in Grecia, per controllare che non faccia "bravate" e tutto vada secondo i piani; e si, per fare ciò si rende anche ridicolo e un po immaturo se vogliamo". NSC: La filosofia del viaggio per un immaturo? M.M.: "No! Non c’è nessuna filosofia! L’immaturo vive il viaggio come distrazione da tutto il resto, potremmo dire che per lui è il modo più semplice ed efficace per evitare le paure e le ansie da cui vuole prendersi una pausa". Nella foto Maurizio Mattioli. Foto di Maria Marin© "DueBattute" rubrica a cura di Massimiliano Ferone
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