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E’ morto Walter BonattiAddio a uno dei più grandi alpinisti ed esploratori della nostra epocadi Giacomo Sebastiano Pistolato Il grande alpinista, giornalista e scrittore si è spento improvvisamente ieri sera a Roma per una malattia. La salma sarà trasportata a Lecco dove sabato e domenica sarà allestita la camera ardente. Lascia un vuoto profondo quanto inaspettato. Pensavamo ormai tutti che Walter Bonatti fosse indistruttibile, che tutte le avventure estreme che hanno costellato la sua vita l’avessero reso quasi intoccabile. E invece anche Walter ha dovuto lasciare il passo all’Oscura Signora, forte però di un’esistenza piena di successi, ma anche di forti delusioni. Anni amari quelli trascorsi senza il giusto riconoscimento per il suo fondamentale apporto alla spedizione italiana che nel 1954 ha permesso agli italiani Lacedelli e Compagnoni di conquistare per primi la vetta inviolata del K2. Una montagna sulla quale Walter Bonatti ha dovuto bivaccare ad oltre 8000 metri per una notte, riuscendo miracolosamente a sopravvivere, pur di portare l’ossigeno necessario per completare la missione ai due alpinisti "di punta" della spedizione italiana guidata da Ardito Desio. Un sacrificio poi ripagato con una strana moneta dai due compatrioti invidiosi della forza del giovane Bonatti che lo accusarono invece di aver sabotato la scalata. Solo da pochi anni invece la Storia ha reso giustizia a Bonatti e alla sua storica impresa, non riuscendo però mai del tutto a spazzar l’amarezza di oltre quarant’anni di falsità. Sulla vicenda Bonatti ha pubblicato molti libri, ma non è stata solo questa l’ispirazione per il suo lavoro di scrittore. Alpinista eroico, in un’epoca in cui la montagna aveva per il mondo perso per i più quel fascino rispettoso per la sua immanenza simbolica, rifugiandosi in imprese più sportive che spirituali, Bonatti decise di lasciare l’alpinismo in un momento in cui tutti gli riconoscevano un ruolo fondamentale a livello mondiale per dedicarsi all’esplorazione orizzontale. Inviato per Epoca ed altre riviste, Walter percorse le zone più nascoste e selvagge della terra, sempre da solo e senza aiuti esterni, come aveva sempre fatto, riuscendo poi a trasmettere ad un’Italia ancora in pieno sviluppo un’esperienza innovativa di contatto con la natura. Ricordandolo ancora una volta, non resta che rituffarsi nei suoi racconti, avvincenti e "puri", per (ri)scoprire un esploratore della vita e del mondo come sono in pochi ad esser stati.
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