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Bergamo Film Meeting – Concorso "EFEITOS SECUNDÁRIOS" di Paulo RebeloSulla scia di Sirk e Almodovar, un melodramma riuscito a metàdi Rinaldo Vignati Come in Amateurs, il film che aveva aperto la competizione del Bergamo Film Meeting, anche in Efeitos secundários c’è l’incontro tra due persone sole, una giovane e una più in là con gli anni, che danno vita a un rapporto simil-famigliare. Protagonisti del film portoghese sono Laura, cinquantenne vedova che vive sola, con pochi contatti col mondo esterno (principalmente per accudire qualche animale abbandonato), e Carmo, una ragazza, altrettanto sola perché tutti, compreso il padre, l’hanno abbandonata dopo aver saputo che è sieropositiva. Laura diventa per Carmo una madre e per lei è disposta ad affrontare i pregiudizi del paese. E Carmo spinge Laura ad uscire di casa, a rifarsi una vita: durante una serata in discoteca, Laura conosce e si innamora di Rui, un uomo molto più giovane di lei.
Efeitos secundários è un film con due anime. La prima è quella del mélo, del film che ama le scene sopra-le-righe e che trae la sua ispirazione da Sirk (alcuni elementi della trama richiamano Secondo amore, 1955) e soprattutto da Almodóvar (i titoli di testa – fumo rosso su sfondo nero – sembrano immediatamente dichiarare l’ammirazione per il regista spagnolo), da cui deriva anche il gusto per certe scene quasi parodistiche (per esempio, quella in cui Carmo – in una sorta di mise en abîme –gioca con le Barbie tagliando loro le teste). A proposito delle Barbie, si può notare come l’autore, nel dar vita a questo particolare rapporto madre-figlia, utilizzi ampiamente quelli che lo psicoanalista Donald Winnicott chiama “oggetti transizionali” (bambole, orsacchiotti di peluche, fotografie, ecc.). L’altra anima del film è quella che sembra apparentabile alla struttura e ai toni più convenzionali di quei tv movies che trattando un tema di scottante attualità (in questo caso l’accettazione delle persone sieropositive) lo fanno con abbondanza di patetismo ed espliciti intenti edificanti. Le due anime sono rappresentate dai due diversi stili musicali che compongono la colonna sonora: da un lato ci sono i pezzi del gruppo portoghese Os Tornados che richiamano Rumble di Link Wray e gruppi anni ’60 come Ventures o Shadows e che sono molto efficaci nel creare le atmosfere di un mélo rivisto in chiave “rock”. Dall’altro, c’è un piano che suona come un lentissimo carillon e che compare nei momenti più dolorosi (Carmo e Laura all’ospedale, ecc.) dando ad essi una sottolineatura patetica. Ci sembra dunque che Efeitos secundários sia un film riuscito solo in parte: ha delle belle scene inserite però in un contesto che finisce per appiattirle, attenuandone la forza. Se nelle scene più melodrammatiche il film riesce ad esprimere la complessità, e la contraddittorietà, degli esseri umani (il loro desiderio di una casa e di una famiglia e, allo stesso tempo, il loro desiderio di una libertà senza vincoli), la vicenda nel suo complesso fa compiere ai personaggi, in modo un po’ didascalico, un percorso che appare troppo lineare. Titolo originale: Efeitos secundários Nazione: Portogallo Anno: 2009 Durata: 97’ Regia: Paulo Rebelo Cast: Maria João Luis, Rita Martins, Nuno Lopes, Nuno Gil, Sara Carinhas, João Pedro Santos Produzione: CRIM/Cinemate Presentato in concorso al Bergamo Film Meeting l’11 marzo 2010
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