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ELISA IN CONCERTO A STRÀ CON "SOUNDTRACK LIVE"Dieci anni in musica, un concerto emozionante.di Marianna Sassano Entrano sul palco in diciotto, tutti vestiti di bianco, circondati da canne di bambù, piante, e lampade a forma di rocce, bianche anch’esse; al centro lei, la protagonista eterea di questo spettacolo: Elisa.
Riparte da Villa Pisani, a Strà (Venezia), il tour “Soundtrack Live”, fortunatissimo album uscito nel 2006 che commemora i dieci anni di carriera dell’artista di Monfalcone: ed Elisa sceglie, in linea con il suo stile, di regalare ai diecimila spettatori accorsi lì per lei un concerto intimista, attento all’essenziale, ma allo stesso tempo carico di energia. Il tour, partito lo scorso inverno, vedeva la presenza di un coro gospel; in generale, gli arrangiamenti erano fedeli all’album. Per il reprise estivo, invece, Elisa e la sua band hanno proposto uno spettacolo tutto acustico: una sorta di ritorno al purismo musicale, al suono pulito, libero da influenze elettroniche, un po’ come ci aveva abituati a conoscerla in “Lotus”. Per questo motivo alla band di sempre si affianca una sessione d’archi, l’“EdoDea Ensemble”, che aggiunge (se mai ne servisse) un tocco di raffinatezza ai nuovi arrangiamenti. L’avevamo vista agli inizi della sua carriera, Elisa. Portava in giro il suo secondo album, “Asile’s world”, stupiva tutti con quella sua voce forte e sottile, precisa, virtuosa ma non fino all’edonismo vocale. Però era ancora un po’ timida, come se volesse tenersi stretta la sua profondissima umanità di ragazza semplice, intelligente, vera. A distanza di sette anni, Elisa ha imparato a non risparmiarsi. Si regala del tutto a chi è venuto ad ascoltarla: ha carica, grinta, professionalità, emozioni da dare. Si sente nella sua voce impeccabile, si vede nel suo stare sicuro sul palco: durante la seconda parte del concerto azzarda anche qualche passo di danza, dopo una prima parte in cui lei e tutta la band sono stati studiatamente e ostinatamente seduti . Elisa canta uno dopo l’altro i suoi successi di sempre, concedendo alle canzoni in italiano uno spazio notevole (oltre alle nuove “Gli ostacoli del cuore” ed “Eppure sentire”, il duetto chitarra – voce in “Almeno tu nell’universo” incanta). Un serbatoio di pelle d’oca le interpretazioni di “Heaven out of hell” e “Rainbow”: Villa Pisani è tutta un coro. Bello e prezioso anche l’omaggio ai Rolling Stones con una versione tutta femminile di "Wild Horses". Il pubblico si dimostra sempre coinvolto durante l’esecuzione degli inediti di “Soundtrack”: è la prova che già si è affezionato alle melodie di “Stay” o “Swan”. Elisa veleggia leggera su tutta la sua produzione ma trascura “Pipes and Flowers”, di cui non interpreta nemmeno un brano: peccato, l’album di esordio forse meritava una qualche citazione, canzoni come “Labyrinth” o “Sleeping in your hand” hanno determinato fin dall’inizio la sua fortuna. Trovano spazio nelle due ore di concerto anche brani meno noti, come “Creature” e “Come & Sit” (tratti da “Asile’s world”) o “Teach me again”, duettato in sala d’incisione con Tina Turner, per la colonna sonora del film “All the invisibile children”. Una scelta coraggiosa, con cui Elisa ha dimostrato una cura e un’attenzione negli arrangiamenti e nelle scelte sonore anche in quei brani che non vengono cantati a squarciagola dal pubblico. Si, perché il punto è proprio questo: ogni canzone di Elisa, anche se meno conosciuta, è un piccolo gioiello, davvero un “diamante in mezzo al cuore”; in ogni nota si sente l’attenzione massima al dettaglio, al calibro della voce, alle dinamiche. Elisa è brava, bravissima, dal vivo così come in studio, e bravi, bravissimi, sono i musicisti che lavorano con lei: Giorgio Pacorig al pianoforte, Franck Santarnecchi alle percussioni, Andrea Rigonat alla chitarra, Angie Passarella alla seconda chitarra, Gianluca Ballarin alle tastiere, Carlo Bonazza alla batteria, Max Gelsi al basso, Massimo Bonano e Nicole Pellicani alle voci (con un plauso particolare alla sessione ritmica e ai cori). Un concerto impeccabile, raffinato, emozionante: la dimostrazione della coerenza di un’artista vera, che ha fatto della sua musica una poetica definita, che non si lascia trascinare dalle tentazioni delle spettacolarizzazioni gratuite di troppa produzione musicale. Elisa, in dieci anni di carriera, ha creato un mondo sofisticato ma allo stesso tempo capace di arrivare a tutti, perché ha messo in musica qualcosa che ci riguarda: la semplicità delle cose piccole, delle piccole emozioni. Non ci resta che attendere il prossimo album, che speriamo ricco di inediti. Il repertorio di Elisa è già entrato nel mito: vale davvero la pena allargarlo. Elisa, "SOUNDTRACK LIVE", Strà, (Venezia), 13 luglio 2007. Gruppo spalla d’apertura: Porno Pilots. Per informazioni sull’artista e il tour in corso, consultare www.elisaweb.net Foto: © Tommaso Saccarola
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