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Première "ELIZABETH: THE GOLDEN AGE" di SHEKAR KAPURGli amori della regina verginedi Andrea Vesentini Secondo episodio della vita della regina vergine, fra amore e doveri politici. Ottima confezione curata in ogni minimo dettaglio. Sempre più brava Cate Blanchett.
1585. Elisabetta I d’Inghilterra è al culmine del suo regno, ma nuovi pericoli sembrano minacciare la stabilità della corona brittanica. Non ultima la divisione del paese fra cattolici e protestanti, uno scontro che anima tutta Europa e che mette la sovrana in particolare difficoltà. Maria Stuart, regina di Scozia nonché cugina di Elisabetta, guida la rivolta dalla sua prigione-castello e lo stesso fa Filippo di Spagna, che sembra intenzionato a muovere guerra contro gli infedeli britannici. Elisabetta si circonda delle sue numerose dame di compagnia, in particolare Bess, la sua favorita, la quale sembra coltivare interesse per l’affascinante Walter Raleigh (Clive Owen), avventuriero nel nuovo mondo. Elisabetta è rapita dai racconti delle sue imprese in America, ma anche stavolta l’amore sembra soccombere sull’altare della politica e delle necessità reali per la donna che è passata alla storia come "la regina vergine". Continuano le vicende della più famosa regina della storia inglese, gloriosamente iniziata dallo stesso Kapur nove anni fa. Alla prima pellicola si deve proprio il merito di aver lanciato a livello internazionale la bravissima Cate Blanchett, la cui carriera è stata in continua ascesa. Con un’operazione curiosa che unisce la storiografia alla moderna tendenza alla saga (vedi Il signore degli Anelli o Spiderman), il film racconta la regina vergine puntando molto sulla drammatizzazione della sua vita personale, intrecciandola in modo interessante con gli atti pubblici contemporanei (Raleigh ricevette l’incarico di guidare la flotta inglese contro l’Armada spagnola nel 1588). Sebbene la veridicità storica di questi legami sia tutta da provare, l’espediente riesce nel rendere la pellicola avvincente e ad appassionare un pubblico più eterogeneo, che resterebbe annoiato da una minuziosa ricostruzione dei soli eventi geopolitici dell’epoca. La sceneggiatura di William Nicholson e Michael Hirst è abile nel creare queste atmosfere senza mai cadere nell’improbabile e nel restituire l’immagine di una donna più umana, anche se la stessa umanità, femminilità e magnanimità di Elisabetta è tutta discutibile. Tutti i gesti più crudi di cui si è macchiata, in primis la condanna a corte della cugina, vengono qui attribuiti all’operato di cattivi consiglieri come avveniva nella pellicola precedente, per non intaccare la bontà d’animo della protagonista. Peccato per qualche lieve cedimento didascalico verso il finale. Ma tutto queso è comprensibile se si affronta il film prima di tutto come un grande romanzo storico, di alto livello tecnico. Ogni parte è curata nei minimi particolari, a cominciare dall’elegante regia di Kapur, i cui piccoli movimenti di macchina riescono a conferire dinamicità ad ogni scena, fino alla colonna sonora di Craig Armstrong e A.R. Rahman, giocata su pause e andamenti lenti che creano una continua aspettativa e si sposano perfettamente con lo stile del regista indo-pakistano. Ottima l’nterpretazione di Cate Blanchett, sempre più brava col passare del tempo, ma notevoli anche Samantha Morton nei panni di Mary Stuart e un inedito Clive Owen versione "tardo-cinquecento" nelle vesti di Sir Walter Raleigh. Ottima confezione, qualità assicurata. Titolo originale: The Golden Age Nazione: Regno Unito, Francia Anno: 2007 Genere: Drammatico Durata: 114’ Regia: Shekhar Kapur Sito ufficiale: www.elizabeththegoldenage.net Cast: Cate Blanchett, Clive Owen, Geoffrey Rush, Tom Hollander, Samantha Morton, Abbie Cornish, Adam Godley, Jordi Mollà Produzione: Studio Canal, Working Title Films Distribuzione: UIP Data di uscita: Roma 2007 26 Ottobre 2007 (cinema)
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