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EMILIO GRECO SCULTOREEmilio Greco: la figuratività trasfiguratadi Livia Bidoli Il Professor Claudio Strinati presenta questa mostra commemorativa e di interesse monografico sulla produzione di questo grande scultore a dieci anni dalla morte (1913-1995): la mostra è stata supervisionata personalmente dalla figlia dell’autore delle porte del Duomo di Orvieto, Antonella Greco e curata da Carlo Pirovano.
Strinati spiega come la mostra presentata oggi, una selezione di circa ottanta sculture, sia stata arricchita di recente da due sculture dell’autore donate da Carlo Bilotti, la cui mostra si sta inaugurando a Cosenza, e sia stata fortemente voluta sia dalla Regione Lazio che dalla Regione Sicilia, assicurando quindi l’interesse e la partecipazione delle istituzioni nell’ìorganizzazione dell’allestimento. L’allestimento, di Enrico Valeriani, delinea un percorso filologico di questo artista della seconda metà del ‘900, snodandosi, come spiega il curatore Pirovano ”secondo due prospettive di ricerca: l’una dedicata alla mitologia femminile, con le grandi sculture delle donne accoccolate su se stesse; l’altra volta verso la realtà dei volti raffigurati, trasferendo nelle pieghe del viso tutta l’intensità espressiva di un autore “felice e dotato” e dalle committenze eccellenti”. Le porte del Duomo di Orvieto ed il monumento a Papa Giovanni XXIII in San Pietro testimoniano questo aspetto che ha lasciato trasparire dalla Sicilia un autore di umili origini, nato come scalpellino e dagli studi accademici approssimativi che però a Roma si sono aperti trovando il loro terreno fertile nella Quadriennale del ’43, seguiti poi dalla ispirata produzione degli anni ‘46-’47 e ’48 e dal grande exploit con il premio alla Biennale veneziana del 1956. La scelta di Greco per l’arte figurativa, in un momento storico in cui il bivio con l’astratto era particolarmente sentito dalla congerie culturale coeva, si oppone però al cieco realismo esibendosi “volutamente filtrata”, asserisce Pirovano, “con l’acquisizione formale della figura per come si situa in uno spazio, in perfetta simbiosi con il movimento che si annuncia in un tempo ineluttabile come la vita, con i suoi passaggi sfuggenti, dall’adolescenza alla giovinezza, alla maturità.” EMILIO GRECO SCULTORE
Roma, Palazzo Venezia,
Via del Plebiscito, 118
Orario: 10 – 19. Lunedì chiuso. Festività aperto
Biglietto: intero € 7 – ridotto € 5
Il catalogo è edito dal Cigno Galileo Galilei in collaborazione con Electa.
Informazioni tel. 06 69994233
Ufficio stampa Roberto Begnini
tel. 06 69190880 fax 06 69925790
rbegnini@tiscali.it
11 marzo- 25 maggio 2005
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