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"ENIGMA (NIENTE SIGNIFICA MAI UNA COSA SOLA)" DI STEFANO MASSINIFerite che non si chiudonodi Caterina Vettore Un incontro, apparentemente fortuito, di due sconosciuti porta alla riapertura di questioni seppellite da vent’anni sotto le macerie del muro di Berlino.
Due persone apparentemente “normali” si incontrano/scontrano in una sera di pioggia; due ex-insegnanti ormai in pensione, Ingrid (Ottavia Piccolo) e Jakob (Silvano Piccardi), si trovano a discorrere del passato, di un “prima” che non ha bisogno di specificazioni perché, per entrambi, “prima” significa una cosa sola: prima della caduta del Muro di Berlino. Due tedeschi della, ormai ex, Germania dell’Est che il caso ha fatto incontrare vent’anni dopo la riunificazione e che chiacchierano per far passare il tempo. Una situazione banale in apparenza ma nulla è mai come sembra e non bisogna lasciarsi ingannare. Il testo di Stefano Massini è in forma dialogica, suddiviso in sedici segmenti in ognuno dei quali, informa una didascalia a inizio spettacolo, «uno dei due soggetti mentirà sapendo di mentire». E allora la normalità esteriore viene spazzata via da un dialogo costruito con la precisione di un meccanismo di orologio e questa realtà non è più «sempre terribilmente sguaiata» ma diventa un sistema di ingranaggi che forma, per l’appunto, un enigma da risolvere. La scena è spoglia, s’intuisce un interno, probabilmente uno studio: delle casse di legno ammassate a formare dei mobili e fogli accartocciati per terra. Dei libri, un telefono, una bottiglia e una sedia nera: non serve altro a Ingrid e Jakob per iniziare la loro danza di parole. Lo spettacolo è interamente costruito sulla psicologia dei due personaggi e su quella sottile tensione che il pubblico prova mentre cerca di capire quale sia la menzogna appena raccontata, quale dei due abbia appena ingannato l’altro. La scansione dei sedici segmenti – forse unica pecca dello spettacolo perché spezza troppo frequentemente il ritmo narrativo – è data dallo spegnimento delle luci e dal suono dei tasti di una macchina da scrivere; segmenti che a volte non durano che pochi attimi, magari il tempo di scambiarsi il nome. Che per entrambi è menzogna. Chi è davvero Ingrid? E chi è davvero Jakob? Ognuno dei due racconta e al contempo nasconde la propria storia fino ad arrivare ad un ribaltamento di ruoli nel finale, in un dialogo in cui non ci possono essere verità assolute poiché «ogni verità è solo una menzogna più probabile». Enigma (niente significa mai una cosa sola) di Stefano Massini Con Ottavia Piccolo, Silvano Piccardi Durata 70 minuti Venezia Teatro di Cà Foscari a Santa Marta
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