“ENRICO 4” AL TEATRO I DI MILANO

Quando la follia è protagonista

C’era una volta l’ “Enrico IV” di Luigi Pirandello, un testo profondo e dalle molteplici sfaccettature psicologiche che ha da sempre ispirato la fantasia creativa di attori e registi. Anche Michele di Mauro e il compositore G.U.P. Alcaro hanno preso spunto dall’opera del drammaturgo siciliano per creare uno spettacolo intenso e innovativo.

Come è dichiarato anche nel sottotitolo, “Enrico 4” è “moltissimo liberamente tratto” dall’originale pirandelliano. Di Mauro ha infatti estratto da questo l’episodio motore della vicenda: durante una rievocazione storica a cavallo la persona che veste i panni di Enrico IV cade di sella, impazzisce e crede di essere veramente il famoso imperatore di Germania. Il tema della follia è il fil rouge che viene portato avanti per tutto lo spettacolo, ma parte integrante del lavoro di Di Mauro è il soggetto religioso: tra manie di divina onnipotenza, citazioni bibliche e accenni anticlericali, Enrico 4 si muove con grande abilità lungo quella linea sottile che divide il sacro dal blasfemo. Il protagonista si trasforma così in una sorta di nuova e grandiosa imago Christi.

Caratterizzata da una scenografia praticamente assente e da una ricercata immobilità scenica, la messinscena funziona soprattutto grazie al grande lavoro musicale di G.U.P. Alcaro e all’incredibile attenzione posta dall’attore all’aspetto vocale grazie al quale egli riesce ad attirare il pubblico a sé e a renderlo compartecipe della vicenda.
Per quanto riguarda l’aspetto drammaturgico, il risultato della sperimentazione compiuta risulta veramente notevole: il testo originale è stato “shakerato” (così Di Mauro definisce la sua operazione di riscrittura) e trasformato in una serie di monologhi che possono essere considerati una via di mezzo tra la poesia lirica e la canzone. I versi sono densi di poesia e il discorso procede attraverso passaggi volutamente non sempre logici, come per ricreare e verbalizzare il labirinto di pensieri che costituisce il modo di pensare di un folle (l’analogia di suoni spesso diventa la protagonista di questi giochi linguistici). Sotto questo punto di vista, il grande merito di Di Mauro è consistito nella grande capacità di dosare il materiale a sua disposizione, calibrando sapientemente le parole per favorire comunque la comprensione del pubblico.

Le frequenti citazioni letterarie creano un fitto gioco di rimandi per cui, partendo dal testo di Pirandello, si dipana una rete che collega molti grandi della letteratura mondiale (tra gli altri Petrolini e Muller). Enrico 4, eroe (o meglio antieroe) epico della contemporaneità, può essere interpretato come colui che porta su di sé tutte le nostre follie mascherate di normalità e come lo specchio che riflette le nostre paure.

Lo spettacolo si può vedere come un innovativo e poetico sviluppo del teatro canzone, genere conosciuto nell’Italia di fine Novecento grazie a Giorgio Gaber e poi ripreso più volte nel corso degli anni da moltissimi artisti. Una produzione così ardita e complessa dal punto di vista intellettuale che ottiene l’approvazione del pubblico è indice di un bisogno di cultura ancora vivo nella gente. La coppia Di Mauro – GUP Alcaro ha conseguito un successo non semplice.

Dal 19 al 22 aprile al Teatro i
ENRICO 4 – Moltissimo liberamente tratto dall’Enrico IV di Luigi Pirandello
partitura in musica per voce sola di Michele di Mauro & GUP Alcaro
con Michele di Mauro
Durata: 55 minuti
www.teatroi.org