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Concorso "EXILED (FENGZHU)" di Johnnie ToAnarchia a Macaodi Nicola Cupperi Siamo a Macao, l’anno è il 1998. La colonia portoghese sta per ritornare sotto l’egida cinese. Agevolato dal momento di transizione politico e sociale, il caos prende piede nella città; le gang fanno a gara a chi arraffa di più, i politici ne approfittano per trasferire il denaro che proviene dai loro sporchi traffici. Per i pesci piccoli non c’è molta scelta: o continuare a servire fedelmente il proprio boss, o approfittare del periodo di instabilità per uscirne fuori e rifarsi una vita. Questa è la decisione di Wo, sicario fuoriuscito che ha anche messo su famiglia. Il boss, non contento di questa decisione, manda due ex compagni di gang di Wo a freddarlo; di propria iniziativa, altri due scagnozzi raggiungono casa di Wo per proteggerlo dall’agguato.
Ed è qui che il film inizia, nel momento in cui i due ex compagni di gang di Wo, l’uno venuto per ucciderlo l’altro per proteggerlo in nome di una forte amicizia, e Wo stesso ingaggiano un duello a colpi di revolver. Rimasti illesi dallo scontro i tre, più altri due scagnozzi, rinverdiscono i fasti di un tempo, mandano bellamente a quel paese gli ordini del boss, e arrivano alla conclusione che è tempo anche per loro di arricchirsi grazie alla confusione portata dal passaggio di consegne fra Portogallo e Cina. Il loro capo non è della stessa opinione e, infuriato per lo smacco della disobbedienza, ordina un repulisti generale fra le file dei cinque amici dropout. Inizia una lunga caccia all’uomo che porta all’inevitabile scontro a fuoco; Wo rimane ferito, e viene finito brutalmente dal boss. I quattro superstiti fuggono il più lontano possibile dalla furia della gang, lasciando però nelle sue grinfie la moglie ed il figlioletto di solo un mese di Wo. L’inevitabile e quantomai sanguinosa, seppur breve, resa dei conti porta lo spettatore verso un finale non banale né scontato, dolce e potenzialmente catartico. Johnnie To è veramente un unicum nel mondo del cinema; campione di incassi in patria, dove fa incetta di Oscar locali e tramuta in oro tutto ciò che tocca con la sua Milkyway, insieme al compagnuccio meno dotato Wa Ka-Fai, ed abitueè di tutti i principali festival del cinema nel vecchio continente: andando a memoria si possono citare i due Election, presenti a Cannes nel 2005 e 2006, il sottovalutato Throw down due anni fa a Venezia, ed ovviamente la perenne e gradita presenza ogni anno ad Udine. Quest’anno ritorna a Venezia, stavolta in concorso, con uno dei suoi film più riusciti degli ultimi anni, efficace soluzione di tutte le migliori caratteristiche di To: ottima direzione di ottimi attori (su tutti il grande Anthony Wong, a suo agio in qualsiasi ruolo), elegante regia, splendida fotografia (senza alcun dubbio la migliore mai vista in un film di Johnnie To), umorismo spiazzante e mai scontato, eccezionali scene di lotta. In particolare di questo lavoro stupisce la bilanciata ripartizione fra attesa ed azione che fanno di questo film, specialmente nella prima parte, un western metropolitano: lunghe scene d’attesa, girate e montate con maestria, precedono flash di inauditida violenza, ritmo blando e carico di tensione che precede una pioggia di immagini che mostrano la grande energia sprigionata dall’azione. Almeno una grande sequenza da ricordare, ovvero l’intero spezzone iniziale del duello fra i tre amici. Strepitoso. Gustoso inoltre il cammeo del grande Richie Jan, nei panni dell’inetto ed anziano poliziotto, ad un passo dalla pensione, che si trova sempre nel luogo sbagliato al momento sbagliato. Exiled Titolo originale: Fong juk - Exiled Nazione: Hong Kong, Cina Anno: 2006 Genere: Crimine Durata: 98’ Regia: Johnny To Sito ufficiale: Cast: Francis Ng, Nick Cheung, Simon Yam, Anthony Wong, Josie Ho Produzione: Milky Way Image Co. Ltd. Distributors Distribuzione: Sharada Film Data di uscita: Venezia 2006
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