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Ed Harris e Viggo Mortensen presentano "Appaloosa"Western tradizionale innovativo per ironia e personaggidi Giovanna Barreca Nel 2006 sul set del film A history of violence di Cronenberg (oggi a Roma per la mostra a lui dedicata), Ed Harris aveva già tra le mani il romanzo Appaloosa di Robert Parker, e chiese al suo compagno su quel set, Viggo Mortensen, di interpretare Everett, ancor prima di mettersi al lavoro sulla sceneggiatura della trasposizione che avrebbe portato al film che i due oggi presentano al Festival del cinema di Roma. “La prima e l’unica opzione per quel ruolo era Viggo” afferma il regista-sceneggiatore-attore che giustifica le lungaggini: “Ho perso molto tempo per reperire i fondi necessari a girare questo western, in realtà costato quanto un film indipendente”. Stati Uniti 1882. Sono in atto grandi cambiamenti e, soprattutto nel west, la linea che separa gli uomini di legge dai fuorilegge è molto sottile. Virgin Cole e Everett Hitch (rispettivamente Ed Harris e Viggo Mortensen) sono dei mecenati che accettano di diventare sceriffi e riportare l’ordine dove uomini come Randall Bragg (Jeromy Irons), creano il caos per sviluppare meglio i loro traffici. Dall’immagine di Cole e Hitch che entrano in città, tipica dell’iconografia western, andiamo a scoprire, per stessa ammissione di Harris “un film nella migliore tradizione americana con l’intenso rapporto di amicizia e complicità” che lega i due uomini e sfumature di colore incredibili sullo schermo che ci parlano del west, di cieli immensi, colline, deserto, quiete. “Ma poi scopriamo invece un film che ha due elementi diversi che ne tratteggiano l’originalità: l’ironia-umorismo dei personaggi (molto sottili e umani, cosa che è sempre mancata) e la creazione di due elementi femminili che segnano la rottura con tutto quello che abbiamo sempre visto”. E come dargli torto. Nel western il ruolo della donna è sempre stato ben delineato, qui invece è inconsueto: non si era mai vista una donna così "spregiudicata", in cerca del capo branco di turno per finire sotto la sua ala protettrice. “Quello che mi interessava – precisa Harris - era rappresentare una donna che prova comunque ad andare avanti. Questo mi afffascinava molto”. E ammette di non aver lavorato molto su Alle, interpretata da Renée Zellweger, perchè il personaggio era già ben delineato nel libro: “Un buon 85% dei dialoghi giocati su ironia e umorismo, erano già presenti nel romanzo. Con lo sceneggiatore Robert Knott abbiamo aggiunto contributi solo di Viggo e Jeromy Irons”. A parte l’ottima regia di questo film che non prova a dare giudizi alle azioni e ai comportamenti, a colpire è la cura maniacale dei dettagli: “Solo un regista che è anche attore può curarli con tanta attenzione” precisa Mortensen.
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