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Festival del film di Locarno: Concorso internazionale "El año del tigre" di Sebastián LelioFuga dal carcere tra le macerie del terremotodi Rinaldo Vignati La storia de El año del tigre è semplice: un uomo (che sappiamo essere violento ed è da tutti temuto) si trova in carcere quando (27 febbraio 2010) scoppia il terribile terremoto che colpì il Cile: anche il carcere crolla e chi vi è rinchiuso può scappare. Una seconda possibilità? L’opportunità di rifarsi una vita? Il fuggitivo vaga per un po’, poi incontra un vecchio: lavora per lui, parla, si ubriaca, e poi, senza un motivo apparente, lo uccide.
Non c’è possibilità di redenzione per l’uomo in questo film cileno: perchè è condannato da una natura in cui la macchia del male non è cancellabile o perchè si rifiuta di vedere la possibilità di riscatto che Dio gli pone davanti? Il film lascia aperte entrambe le possibili interpretazioni – la tigre sembrerebbe alludere alla prima (la sua natura non può cambiare) mentre il lungo discorso del vecchio ubriaco su Dio e l’uomo sembra suggerire la seconda. Il film è efficacemente scandito da una canzone (una specie di blues latinoamericano) che (in modo antifrastico rispetto al senso della storia) dice “sono sulla strada verso la Terra promessa”. Proprio la presenza della canzone ci ha riportato alla memoria un film visto a Torino nel 2010: Small town murder songs del canadese Ed Gass-Donnelly: anche in quel caso una storia di (im)possibili redenzioni, con la presenza di animali ad alludere a caratteri immutabili e la scansione dettata da canzoni dai significati religiosi. El año del tigre è un film girato con pochi mezzi ma con buone idee e capacità di usare la macchina da presa (che sta addosso ai volti, ondeggiando e imitando lo sguardo di un documentarista). Può darsi che all’inizio lasci un po’ perplessi, ma poi la storia, nella sua essenzialità narrativa e nelle sue allusioni filosofiche, riesce ad avvincere. El año del tigre Cile, 2011, 82’ Regia: Sebastián Lelio Interpreti: Luis Dubo, Sergio Hernández, Viviana Herrera
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