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Elio e le Storie Tese in concerto al MarcOn FestivalL’eleganza della comicitàdi Michela Tosato Da aprile la band porta instancabilmente in tour per tutta la penisola il suo ultimo lavoro discografico “Studentessi”, raccogliendo continui riscontri positivi dal pubblico e confermandosi come un fenomeno tra i più felici dell’intero sistema musicale italiano.
La tappa del 17 luglio a Marcon (VE) ha aperto con un’altissima partecipazione di pubblico la kermesse MarcOn Festival che vedrà vari artisti italiani intervallarsi ed esibirsi sul palco, fino alla chiusura di domenica con la finale nazionale del concorso per band emergenti Suonica. Lo spettacolo è iniziato in grande stile, con la puntualizzazione di Elio sul leit motiv del concerto: l’eleganza. Il tema scelto risulta a volte azzeccato, altre volte assolutamente ironico se confrontato con il tono di alcuni testi del gruppo. Ma la classe nel proporre vizi, usi e costumi della nostra società, nell’essere taglienti con garbo (salvo alcune scurrilità comunque esilaranti proprio per il loro essere parte del nostro bagaglio culturale), di avere un sense of humor decisamente fuori dal comune, non ha davvero confronti. Per non parlare dell’eleganza nell’esecuzione del loro repertorio, che ruba e miscela con incredibile sapienza e con risultati eccellenti sonorità appartenenti a generi e stili musicali completamente diversi (nell’ultimo album si va dai ritmi malinconici brasiliani all’heavy metal, passando per una citazione del Trio Lescano). La scaletta della serata ha dato maggiore spazio ai brani dell’ultimo album tra cui Ignudi tra i nudisti, Heavy Samba, Gargaroz, Suicidio a sorpresa e i vari Allegri, Supermassiccio e Parco Sempione, lasciando un po’ a bocca asciutta gli storici fan del gruppo che si sono dovuti accontentare (se così si può dire) soltanto di alcuni tra i grandi classici. Immancabili comunque brani sempre attuali come Fossi figo, riempi-pista irresistibili Born to be Abramo, Discomusic, Pippero e super classici come Tapparella, El pube e Mio cugggino. In chiusura una partecipata Uomini col borsello “un inno all’amore” dichiara Elio “davvero elegante!” Le quasi 2 ore di spettacolo sono gestite in modo straordinario dalla band che ancora una volta si conferma composta da musicisti completi (i bis iniziano con gli strumenti invertiti tra i componenti) e di spessore davvero elevato, che sanno regalare uno spettacolo piacevole e coinvolgente anche a chi non rientra nella categoria (peraltro assai ampia) dei fan. Straordinario l’accompagnamento vocale di Paola Folli, una delle più belle e potenti voci femminili italiane. Immancabili, naturalmente, le surreali coreografie di Mangoni, ormai parte integrante del gruppo (e come tale osannato dal pubblico). Un concerto che vale la pena di essere visto, per lasciarsi contagiare dall’acuta e abbondante ironia e per ascoltare dell’ottima musica.
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