“Elio in Gian Burrasca” al Teatro delle Muse

Un nuovo e travolgente spettacolo di Elio

Dopo la tappa al Teatro delle Muse di Ancona, continua il tour in giro per l’Italia. Ricca di appuntamenti anche la stagione 2011 dello Stabile delle Marche.

In un paio d’ore di spettacolo, i personaggi più importanti (e più ridicoli) de “Il Giornalino di Gian Burrasca” ci sono tutti. L’avvocata Maralli, la mamma, il cavalier Metello, il signor Venanzio e poi, dopo l’entrata di Giannino in collegio, il direttore Stanislao con sua moglie Gertrude, il cuoco e Tito Barozzo, l’amico vero.

Elio (Stefano Belisari) li ha interpretati con un entusiasmante intercalare di voci, di toni e di gestualità domenica pomeriggio al Teatro delle Muse di Ancona, per la prima tappa marchigiana del tour “Gian Burrasca”.
La prossima data nelle Marche sarà quella di Civitanova Marche il 14 gennaio, ma nel frattempo il calendario di Elio è ricco di appuntamenti in molte città d’Italia: Messina, Palermo, Bergamo, Cattolica e tante altre, dal nord al sud della penisola (per il calendario completo: www.parmaconcerti.it).

In scena Elio racconta vari episodi de “Il Giornalino di Gian Burrasca”, vestito buffamente da Giannino e con una band pazzoide alle spalle, che si dimena tra monopattini, chitarre lanciate sul palco e trombette.
Il divertimento per grandi e bambini non manca, specie quando gli artisti si sparpagliano tra il pubblico gettando coriandoli colorati. Lo spirito di Burrasca c’è tutto e Elio sembra uscito dal libro stesso, materializzazione perfetta di Giannino. Non lo si sarebbe potuto immaginare in altro modo!

Tra gli episodi raccontati, attraverso un alternarsi di musica e parole, le peripezie con il povero signor Venanzio, i capricci (e gli scherzi) di Gian Burrasca in casa, come pure per strada e al collegio, una tenera canzone dedicata alla mamma e la visita a Roma (quando Giannino rimane colpito dai gatti, molto più che dal Colosseo!).
Tra una risata e l’altra, in perfetta sintonia con il Giornalino, non mancano spunti di riflessione interessanti. Prima di tutto il paradosso di “dover dire sempre la verità”, insegnato dai grandi ai bambini, ma poi mai rispettato, da essi stessi per primi. E ancora si parla di voglia di libertà, di progresso, di modernità e di soldi, che, ahimè, piacciono anche ai bambini.

Il tema dell’amicizia è tirato in ballo da una canzone dedicata a Barozzo, che Gian Burrasca conosce durante gli anni del collegio.
Elio passa da un abito a scacchettini a una divisa verde che gli calza a pennello; canta, racconta, gesticola e interagisce frizzante con il pubblico. Da solo in scena, accompagnato esclusivamente dalla band, regge senza problemi due ore di spettacolo allegro, leggero e divertente, la cui rielaborazione dei testi e supervisione registica è affidata a Lina Wertmuller.

Tratto dal libro di Luigi Bertelli, in arte Vamba, pubblicato tra il 1907 e il 1908, lo spettacolo è prodotto da Parmaconcerti e si basa sulle musiche di Nino Rota, dirette da Luis Bacalov.
Colonna sonora portante dell’intera performance è infatti “Viva la pappa col pomodoro”, interpretata da un ensemble strumentale composto da musicisti di livello internazionale, quali Corrado Giuffredi al clarinetto, Cesare Chiacchiaretta alla fisarmonica, Giampaolo Bandini alla chitarra, Enrico Fagone al contrabbasso e Danilo Grassi alle percussioni.
Dopo lo spettacolo di domenica, il calendario del Teatro Stabile delle Marche è ricco di appuntamenti per il 2011 in arrivo.

Dal 12 al 16 gennaio al Teatro Sperimentale di Ancona andrà in scena “Tutto su mia madre”, seguito il 21 e 23 gennaio al Teatro delle Muse da “Così fan tutte”. A febbraio, dal 16 al 20, sarà il momento di “Aspettando Godot”, di nuovo allo Sperimentale, per poi proseguire con una serie di spettacoli di grande interesse: Luca Zingaretti legge ”La sirena” (dal 23 al 27 febbraio), “Don Pasquale” (4 e 6 marzo) e “Il catalogo” (dal 24 al 27 marzo).

CONDIVIDI
Articolo precedente“The Tourist”: il backstage veneziano
Prossimo articolo“BURLESQUE” di STEVE ANTIN
Avatar
Chiara Giacobelli è una scrittrice e giornalista nata nel 1983. Si è laureata a pieni voti in Scienze della Comunicazione e poi Editoria, Comunicazione Multimediale e Giornalismo. E' iscritta all'Ordine dei Giornalisti dal 2006 e ha pubblicato undici libri, tra cui il pluri-premiato saggio biografico "Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo" realizzato insieme ad Alessio Accardo di Sky Cinema e al critico Federico Govoni. Nel 2016 è uscito il suo romanzo d'esordio "Un disastro chiamato amore" edito da Leggereditore del gruppo Fanucci. Come giornalista collabora anche con il gruppo Cairo Editore (Bell'Italia e In Viaggio), Affari Italiani, Luxgallery, oltre a tenere un blog culturale sull'Huffington Post. Il suo sito è www.chiaragiacobelli.com, oppure potete seguirla tramite Facebook, LinkedIn e Twitter.