56. Esposizione Internazionale d’Arte

La voce degli artisti

Dal 1907, anno di costruzione del primo padiglione nazionale della Biennale (Belgio, progettato da Léon Sneyers), la Biennale di Venezia è l’unica istituzione che continua a realizzare un percorso espositivo tramite Partecipazioni nazionali. Scelta che si può definire anacronistica in tempi di globalizzazione, ma evidentemente funzionale se anche quest’anno – nel 2015 – alla Biennale parteciperanno cinque nuovi paesi: Grenada, Mauritius, Mongolia, Repubblica di Mozambico, Repubblica delle Seychelles. Un grande ritorno pure per Filippine, Ecuador e Guatemala. La Biennale inaugura il 9 maggio con 89 Partecipazioni nazionali, 44 Eventi Collaterali, 136 artisti presenti alla mostra “All the World’s Futures”. Numeri elevati soprattutto se si traducono in termini di lavoro, energie e aspettative.

Okwui Enwezor, direttore di Arti Visive, è interessato a recuperare un aspetto della Biennale spesso dimenticato, ovvero l’immagine di una Esposizione Internazionale che partecipa agli eventi, che non si arrocca in un mondo a parte ma vuole esprimere la sua visione del presente. Per “spolverare la memoria” il curatore cita il programma di eventi e spettacoli collettivi prodotti dalla Biennale nel 1974, pochi mesi dopo il terribile colpo di stato in Cile ad opera di Pinochet che decretò la morte di Allende, l’inizio di una guerra civile e la scomparsa di centinaia di cileni. Nel 1974 il presidente Carlo Ripa di Meana comprende che la Biennale non può avere un normale svolgimento, non si può ignorare quanto sta accadendo.
Oggi dopo l’avvento della globalizzazione, l’ascesa del mercato asiatico, la capillare minaccia terroristica può l’arte ignorare il mondo? E se l’arte vuole narrare l’attualità, in che modo lo può fare?

Detto ciò “All the World’s Futures” alimenta grande curiosità che il curatore decide di attenuare presentando durante la conferenza stampa del 5 marzo tutti i 136 artisti invitati, soffermandosi su alcuni di loro, spiegando la disposizione delle sale, le opere nuove in visione. Più di un’ora di diapositive che riescono parzialmente a spiegare “cosa bolle in pentola” perché anche se si è visto tutto non si è visto niente. La 56. Esposizione Internazionale d’Arte, frutto di un lavoro collettivo di curatore, artisti e staff si completerà nel momento in cui aprirà i cancelli, nella condivisione di un terreno comune. Praticamente impossibile non pensare allo scatenarsi di polemiche, opinioni, dibattiti, ma non è proprio quello che ci si aspetta da un evento vivo? Non è per questo, in fondo, che viene creato uno spazio come l’Arena?

Una Biennale d’Arte che anche quest’anno vede protagonista un libro (l’edizione del 2013 di Massimiliano Gioni iniziava con il Libro rosso di Jung) ma approfondisce soprattutto la dimensione dell’oralità. E infatti l’Arena, oltre alla lettura quotidiana del Capitale di Marx, ospiterà eventi che recupereranno il valore di suono, voce e parola quali motori della narrazione. Molti gli artisti invitati a creare nuove opere per Vitàlita: sulla durata epica.
Olaf Nicolai presenterà una performance ispirata alle composizioni del celeberrimo Luigi Nono mentre il duo Joana Hadjithomas e Khalil Joreige realizzerà un’azione basata sul libro d’artista Latent images: Diary of a photographer che vede l’indiretta partecipazione del fotografo libanese Abdallah Farah; intervento ritmico per Jason Moran con la mappatura dei canti di lavoro e sempre impostata sull’esperienza lavorativa, in particolare nelle fabbriche, la ricerca di Jeremy Deller; Charles Gaines presenta una nuova composizione musicale in chiave grafica mentre Mathieu Kleyebe Abonnenc rende omaggio al compositore Julius Eastman. Infine Tales on da Kapital fornirà una reinterpretazione del testo marxista ad opera di the TOMORROW.
Previste anche letture individuali o condivise nella biblioteca dell’ASAC grazie a Mounira Al Solh, Lili Reynaud Dewar e i suoi studenti.
Lungo il percorso verso l’Arsenale Saadane Afif installerà un Corner Speaker e una volta arrivati alla meta saremmo accolti dal coro di In the Midst of Things di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla. Sempre nelle corderie sarà presente Theaster Gates con la nuova installazione multimediale Martyr Construction.

Secondo Enwezor il percorso espositivo “coinvolgerà il pubblico fisicamente e emotivamente”.
Indubbiamente questa Biennale d’Arte invita tutti a una riflessione sull’arte come mezzo espressivo dell’attualità, un richiamo individuabile anche nella grafica scelta per l’esposizione dove le due parole ALL THE del titolo non a caso emergono in primo piano.

56. Esposizione Internazionale d’Arte
“All the World’s Futures”
Venezia, Giardini, – Arsenale, 9 maggio > 22 novembre 2015-03-08
Orario: 10.00 – 18.00
Orario: 10.00 – 20.00 sede Arsenale – venerdì e sabato fino al 26 settembre.
Biglietti:
Intero 25 euro
Ridotto 22/20 euro
Studenti under26 15 euro
Info: www.labiennale.org