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Giornate degli Autori "Et in terra pax" di Matteo Botrugno e Gianni ColucciniAll’apparenza tutto tranquillodi Marta Martina Quartiere Nuovo Corviale. Roma. Scene di vita quotidiana. Dura, ingrata, violenta.
C’era un tempo in cui in Italia le periferie dovevano essere dei piccoli centri in miniatura. Poi quell’idea un po’ troppo nordeuropea si trasformò in alcune città in piccole giostrine per bimbi mai felici, piccole zone di aggregazione per persone sole, stupidi finti anfiteatri per spettacoli mai visti. Quell’idea di distaccamento urbano multifunzionale e accogliente divenne in alcune zone una trappola dormitorio, dei lunghi serpentoni di cemento che si snodano (e nemmeno tanto) per chilometri interi. Grigio e paraboliche, panni frusti stesi fuori, scritte ingiuriose sui muri, auguri di morte e devastazione. Da lontano il Nuovo Corviale sermbra un alveare. Immobile, pacifico ma operoso. In maniera distorta. Panchine solitarie per “spigne’” la droga, scalinate deserte per “acchittasse ’na botta de coca”, bar spogli e bische, anfratti oscuri disegnati apposta per le violenze carnali. Et in terra Pax è ambiente allo stato puro. Spazio, luogo in cui si muovono sciami di vita incompleta, ragazzi che vogliono uscire, ragazze che vogliono emergere, ragazzi che la noia criminale trasforma in stupratori bavosi. Non si entra in questo microcosmo, off limits anche per la polizia. Non si esce da questo nido marcio (il giro in motorino nei quartieri Prati sembra un giro in una macchina per il teletrasporto). Marco è uscito dal carcere solo fisicamente. I suoi amici lo accolgono a casa con una bella busta gonfia, costringendolo allo spaccio. Sonia studia a Tor Vergata ma vuole “tirar su due spicci”per farsi gli affari suoi senza ricorrere alla pensione della nonna e il bar/bisca sembra l’unica cosa da fare. I tre bulli malandrini ronzano disperati leccando sigarette e augurandosi donne vogliose. Le diverse dimensioni si scontrano tragicamente. Operando un collasso. Et in terra pax di Vivaldi allora si gonfia, il fuoco brucia i corpi dei colpevoli, perchè quelli delle vittime sono già stati distrutti. Un bellissima prova di regia girata con un tocco entomologico che affascina. Una luce che acceca, una luce che dovrebbe proteggere e che invece è preludio di atti barbari. Prove d’attori concrete e convincenti che però stanno in secondo piano rispetto al grande Mostro di Cemento che da dietro sorveglia. Come già più volte durante questa edizione della Mostra, la sopravvivenza lotta per vincere. Titolo originale: Et in terra pax Nazione: Italia Anno: 2011 Genere: Drammatico Durata: 89’ Regia: Matteo Botrugno, Daniele Coluccini Sito ufficiale: www.etinterrapax.com Cast: Maurizio Tesei, Germano Gentile, Fabio Gomiero, Michele Botrugno, Silvia Salvatori, Simone Crisari, Riccardo Flammini, Ughetta D’Onorascenzo, Paolo Perinelli, Aljosha Massine, Giorgio Biferali Produzione: Kimerafilm, Settembrini Distribuzione: Cinecittà Luce Data di uscita: Venezia 2010 27 Maggio 2011 (cinema)
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