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"FACING OBSESSION" di Joachen SmollCerro Murallondi Farida Monduzzi L’ossessione di cui parla il film Facing obsession di Joachen Smoll è l’ossessione di due scalatori Stephan e Robert per la celebre “Parete dimenticata”, il ripido e gigantesco pilastro settentrionale di 100 metri del Cerro Murallon che si trova nell’entroterra ghiacciato della Patagonia, parete cupa, ostile, sferzata dai venti e da tempeste capaci di prolungarsi per settimane o addirittura mesi.
Costoso è il viaggio dalla Germania, costose sono attrezzature ed equipaggiamento, enorme il dispendio di energie fisiche e psichiche, eppure un primo fallimento nel 2002, un successivo insuccesso tre anni dopo non riescono a farli desistere dal loro tentativo di conquista. Fanno proprio uno dei celebri motti di Churchill secondo cui “risollevarsi dopo due fallimenti, in questo consiste il vero successo”. Eccoli quindi di nuovo nella tormenta, fermi per giorni in parete in condizioni precarie con una tensione psichica al limite, trovare la forza di rialzarsi al primo debole riapparire del sole e raggiungere infine il traguardo. A sorprenderli, oltre alla maestosità del panorama che li circonda, è la sensazione di una gioia contenuta, quasi delusa come se fosse nella tensione della lotta, nella continua sfida con i rischi estremi, il vero senso della salita, riproponendo, una volta ancora, e quasi inevitabilmente, il paragone con la parabola del vivere. Anche il film non dà gioia ma coinvolge nell’appassionante sfida dei due alpinisti, trasmettendo un senso di ancestrale timore di fronte alla tremenda maestosità del Murallon.
Regia: Joachen Smoll Fotografia: Sebastian Tishler Musiche: Felix Kolb Interpreti: Stephan Glowacz, Robert Jasper Produzione: drehxtrem Montaggio: Sebastian Tischler
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