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"FERRO E CARTONE" DI FRANCESCO RENGALa consuetudine del rock melodicodi Gianluca Capaldo Per molte produzioni nostrane spesso si dice “se fosse nato in America o in Inghilterra” oppure “se cantasse in inglese, avrebbe venduto milioni di dischi nel mondo”. Si può affermare questo anche per Francesco Renga? Il suo ultimo lavoro Ferro e Cartone, uscito lo scorso 12 ottobre potrebbe aiutarci a dare una risposta.
Dopo aver venduto, due anni fa, oltre duecentomila copie con Camere con vista presentato a Sanremo con il brano “Angelo” brano vincitore dell’edizione 2005 del festival, il cantautore bresciano sforna un lavoro più curato, o meglio, decisamente più maturo dove viene riproposta la sua poderosa voce (forse una delle più interessanti nel panorama della musica pop italiana) ricamata dall’ottima produzione dell’ormai onnipresente e inconfondibile Corrado Rustici (Negramaro, Elisa, Zucchero). Gli undici inediti sanno di internazionalità. I testi ben scritti sono facilmente orecchiabili. Diciamo che si potrebbe parlare di un ottimo pop raffinato contaminato da iniezioni di soft rock. Tutto viaggia sul binario della precisione e dell’infallibilità commerciale. Le melodie che Renga riesce a incidere sono una musica che arriva e buca oltre che lo schermo soprattutto le cuffiette del nostro mp3 portatile. Il problema? Sta nella consuetudine che questa musica comunica. Nell’ineccepibile confezione, si rischia di perdere di vista il Renga che aveva stupito tutti con i brani contenuti in Camera con vista. Qui è positivissima la sua maturità, forse dovuta ai cambiamenti della vita privata, alla sicurezza ottenuta e riconosciuta dalla critica. Ma, c’è sempre un MA, forse nella monotonia dei ritmi e degli stili dei brani, difficilmente spiegabile, quasi ci lasciasse senza poter dare un giudizio definitivo. Il pubblico il suo lo ha già dato, regalandogli il primo posto della classifica italiana nella prima settimana di vendita. Il primo singolo, Cambio direzione, ci ha accompagnato durante tutta l’estate. L’intensità di Ferro e Cartone, track che da il titolo all’intero album, forse ci accompagnerà fino a Natale. L’alternanza di chitarre distorte, suoni acustici e accompagnamenti al piano fa scorrere in un battibaleno (quasi annullando la voglia di soffermarsi sul ri-ascolto dei brani) tutta la tracklist. Per fortuna si arriva alla chiusura dove la convincente Dove finisce il mare sembra racchiudere lo stile, il carattere e l’anima di Francesco Renga, che scrive: “dove finisce il mare comincerà un altro giorno, ancora il sole nelle mie scarpe nuove mi troverai seduto accanto a te luce di un istante per te dopo l’orizzonte c’è un altro giorno, ancora il sole e avrò parole nuove per dirti che ho amato solo te”. Una chicca: è in vendita una limited edition dell’album che contiene 9 brani eseguiti in versione acustica (piano e voce). Forse si ottiene più soddisfazione da questo cd che da quello ufficiale. Ricordiamo poi che il 4 ottobre è uscito nelle librerie il romanzo d’esordio di Renga Come mi viene – Vite di ferro e cartone edito da Feltrinelli, e che il 4 dicembre andrà in scena al DatchForum di Assago (Milano), l’anteprima del tour 2008. I biglietti per il live si trovano nei punti vendita abituali (posto unico 22,00 Euro + dir.prev. – infoline www.friendsandpartners.it). La track list: Cambio direzione Coralli Dimmi Come mi viene Ferro e cartone Vedrai L’uomo che ho immaginato Preda dei venti Ikebana Lo specchio Dove finisce il mare Testo di "Ferro e Cartone" Ricordi lontani e lo sai non pensarti stanca non pensarti mai è tardi e forse non vuoi anche se ti cerco non mi sentirai coprirò le distanze per venire da te misurando le forze, quando vento non c’è in un giorno di sole volerò via da qui sono ferro e cartone queste mie nuove ali. I giorni, non passano mai uno dopo l’altro dimenticherai ritorni a volte lo fai anche se ti sento non risponderai coprirò le distanze per venire da te misurando le forze quando vento non c’è in un giorno di sole volerò via da qui sono ferro e cartone le mie ali e così farò in modo che il viaggio sia il piu’ breve che so e trovato il coraggio da te tornerò dovrò fare attenzione per non cadere giù tra rimorso e dolore e non perderti più CORO:(sono ferro e cartone le mie ali e così) respiro diventerò CORO:(sono ferro e cartone le mie ali e così) in volo mi librerò leggero in bilico CORO:(sono ferro e cartone le mie ali e così) respiro diventerò CORO:(sono ferro e cartone le mie ali e così)
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