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FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO: ANDAR CAMMINANDOReportage e letteraturadi Francesca Laragione Il 27 settembre presso la villa Celimontana a Roma si è tenuta l’ultima delle
quattro giornate del Festival della letteratura di viaggio, dedicata al
reportage e alla letteratura.
In mattinata Giovanna Zucconi ha condotto l’incontro dal titolo Andar camminando a cui hanno partecipato Fabrizio Ardito (giornalista), Enrico Brizzi (scrittore), Alfredo Conde (scrittore), Carlo Infante (libero docente di performing media e ideatore del geoblog), Christopher Somerville (scrittore e giornalista del Daily Telegraph) e Sergio Valzania (dirigente RadioRai). Ogni partecipante ha parlato della sua esperienza con il viaggiare a piedi. Brizzi ha raccontato la sua recente viaggio per giungere a Gerusalemme e ha anche affermato che, nonostante si impieghi più tempo per fare un viaggio a piedi, non è assolutamente tempo sprecato, perché avviene un confronto con se stessi e con il tempo e di conseguenza passa in secondo piano la sofferenza fisica e si prova un annullamento dell’ego e un’appartenenza all’universo. Il viaggio è fatto di orme che calpesti e nessun posto è uguale all’altro: alcuni posti sono magici. Conde, invece, riteneva che ogni cammino mette alla ricerca di qualcosa e non importa il luogo in cui si è diretti. Ma cosa rende un luogo migliore dell’altro? Secondo il giornalista Sommerville un itinerario acquista importanza in base alla regione del mondo in cui si trova. Per lui quelli del nord Europa sono i migliori, perché sono più curati e con indicazioni precise. Invece dal punto di vista spirituale, non è importante il luogo, ma l’esperienza in sé. Il viaggio poi diventa anche racconto, dal diario al romanzo, dallo cinema alla musica. Secondo Brizzi il racconto è in realtà il bisogno di mettere insieme frammenti di esperienze. "Quando viaggi devi ascoltare il racconto del luogo e solo alla fine ti guadagni il diritto di raccontare". Dunque, la narrazione di viaggio ricorda i racconti orali davanti al fuoco. Infine la conduttrice, concludendo con l’immagine del camminatore come portatore di lusso e deprivazione, ha ricordato: "se loro andranno verso nuovi viaggii loro libri resteranno". Così come i tanti volumi che erano esposti nell’angolo dedicato alla Libreria del viaggiatore, suddivisi per viaggi gastronomici, slow travel, viaggi in Italia, reportage, Americhe, Asia, Mediterraneo, Poli e montagna.
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