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“FINALE DI PARTITA” DI BECKETT A CASALECCHIOIl canto del male di viveredi Andrea Massironi Finale di partita, probabilmente il testo più interessante di Samuel Beckett, è un dramma nel quale i dialoghi sono svuotati di ogni comunicazione possibile e si manifestano fini a loro stessi, in un gioco in grado di rendere palese la finzione teatrale che sostiene la situazione.
In uno spazio che appare statico e immacolato vivono Hamm (Vittorio Franceschi), un uomo anziano costretto su una sedia a rotelle, e Clov (Milutin Dapcevic). Questi è una figura complessa che instaura con Hamm una relazione a metà strada tra l’amico, il parente e lo schiavo. Ai due protagonisti si affiancano Nagg e Nell (Antonio Giuseppe Peligra e Diana Hobel), rispettivamente padre e madre di Hamm, ognuno dei due chiuso in un grande cestino della spazzatura. Tutte le figure si manifestano portatrici di un dolore esistenziale che si materializza sotto forma di handicap fisici. La routine quotidiana è il fantasma che perseguita ogni personaggio che cerca un modo per trascorrere il tempo aspettando quel ’finale di partita’ che costituisce la fine di ogni sofferenza. La mancanza di giochi di luce e di un tappeto sonoro rende assolutamente asciutta la messinscena, la quale vive in maniera egregia solo dell’abilità recitativa degli interpreti, tutti impeccabili nei loro ruoli, e della poesia del testo. I personaggi si muovono secondo uno schema che riprende i movimenti di ogni giorno, sempre uguali e privi di qualsiasi scopo. Più volte nel testo viene evocata, almeno per Clov, la possibilità di fuggire da tutto ciò, ma non c’è vita fuori da quella stanza o forse si cerca di far sì che non ce ne sia, dal momento che ogni speranza possibile (incarnata dal bambino visto dalla finestra) è meglio sia soppressa sul nascere. Se Beckett canta in modo impeccabile il male di vivere, Castri si mostra abile a calcare la mano sull’elemento ironico già contenuto nell’originale. Il regista crea così una felice contraddizione interna allo spettatore, il quale rimane diviso tra la tendenza alla risata e la consapevolezza della drammaticità di quanto detto in scena. Lo sfasamento tra significante e significato si dimostra una particolarità interessante in questa rappresentazione che segue fedelmente le precise note di regia del drammaturgo irlandese, mantenendo così intatta la bellezza dell’opera di Beckett. FINALE DI PARTITA di Samuel Beckett al Teatro Testoni di Casalecchio di Reno il 10 e 11 marzo 2011 traduzione Carlo Fruttero - regia Massimo Castri - scene e costumi Maurizio Balò - luci Robert John Resteghini - suono Franco Visioli - regista assistente Marco Plini con Vittorio Franceschi, Milutin Dapcevic, Diana Hobel, Antonio Giuseppe Peligra durata: 1 ora e 40 minuti circa
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