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"FLEURS 2" di Franco BattiatoEcco il terzo capitolo della trilogia floreale del musicista sicilianodi Elena Oselladore Nella musica di Franco Battiato non c’è mai niente di scontato o banale e può capitare, come in questo caso, che il numero due della trilogia di “Fleurs” arrivi dopo il tre. Ma in fondo si tratta “solo” di numeri e si sa, citando proprio Battiato, che “i numeri non si possono amare”.
Aperto dall’emblematico e indovinato singolo Tutto l’universo obbedisce all’amore in cui la voce di Franco Battiato incontra quella dell’altrettanto siciliana (e brava) Carmen Consoli, Fleurs 2 sembra muoversi in bilico tra le atmosfere suggestive ed emozionali dell’inarrivabile primo capitolo e le sonorità più leggere e fruibili del terzo. La scelta dei brani (tolti i due inediti Tutto l’universo obbedisce all’amore e Del suo veloce volo) rimanda alla gioventù del cantante siciliano, il quale, grazie a nuovi e personali arrangiamenti, riesce a dare un nuovo impasto sonoro a delle canzoni che, a chi non è della sua generazione, potrebbero apparire datate e obsolete, come E più ti amo di Alain Barriere, Et maintenant di Gilbert Becaud, Il vanait d’avoir 18 ans di Dalida, qui in collaborazione con Sepideh Raissadat. Sembra invece tratta dalla colonna sonora del suo film Perduto amor la bella e malinconica Era d’estate di Sergio Endrigo. Si tratta comunque di brani noti, ma poco eseguiti e sentiti all’infuori della loro epoca, il che rende ancora più preziosa questa scelta proposta da Battiato, mentre per i brani in lingua inglese, il musicista si mette alla prova con “classici” conosciuti e apprezzati da tutti come It’s five o’clock degli Aphrodites Child, Sitting on the dock of the bay di Otis Redding (cantata con Anne Ducros) e Bridge over troubled water di Simon and Garfunkel, di cui ci regala tre splendide versioni, intense e delicate al tempo stesso. Un discorso a parte meritano le restanti tracce dell’album. La musica muore, di e con Juri Camisasca, già presente ne La convenzione (album che ripredeva parte degli inizi sperimentali di Battiato) sorprende per la sua latente psichedelia e l’uso di un tappeto sonoro compatto e “rumoroso” che lascia risaltare la melodia. Del suo veloce volo è emozionante nella sua semplicità e realtà e l’interpretazione di Antony (di Antony and the Johnson), anche autore del brano nella versione inglese, rende il testo italiano nella sua drammaticità. Il carmelo di Echt si presenta come un ulteriore omaggio all’autore del brano Juri Camisasca, ma anche all’indimenticabile Giuni Russo, già interprete di questa canzone che ripercorre la vicenda di Edith Stein. A Giuni Russo Battiato dedica anche la commovente L’addio, da lui scritta e interpretata da Giuni Russo nel suo album Energie. Fleurs 2 è un album che nasconde, dietro un’apparente facilità d’ascolto, percorsi diversi e livelli diversi. Ciò che sembra facile e orecchiabile a un primo e distratto ascolto, ad un orecchio più attento svela la complessità degli arrangiamenti e della ricerca musicale di Franco Battiato, che con questo suo lavoro regala molte perle musicali e emozioni profonde e intime. www.battiato.it
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