VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
"Favola d’amore" di Hermann HesseL’amore va vissuto in duedi Francesco Federici Il mondo di Hermann Hesse, scrittore di tante opere affascinanti, è stato in bilico tra la natìa cultura occidentale e quella orientale adottiva. Così ci ha donato opere di pura intensità come Narciso e Boccadoro alternate a romanzi impregnati della tanto amata filosofia orientale, come Siddharta.
Proprio poco dopo aver terminato quest’ultimo romanzo Hesse fa uscire dal cilindro un’ulteriore perla: Le trasformazioni di Pictor, meglio nota come Favola d’amore, nata dalle illustrazioni fatte da lui stesso e definita, non a caso, "fantasia orientale-occidentale". Questa favola fu scritta, in effetti, per amore, poiché lo scrittore la dedicò a Ruth Wenger, cantante lirica che diventerà seconda moglie di Hesse due anni dopo. La storia narra dell’arrivo di Pictor in paradiso, luogo nel quale comincia una lunga ricerca della felicità attraverso una serie di trasformazioni imitando la natura che vedeva intorno a sé. E’ infatti un fiore-uccello a dirgli: "La felicità, amico, è ovunque, sui monti e nelle valli, nei fiori e nei cristalli" e poi un serpente su un albero a dirgli di usare una pietra rossa per trasformarsi. Così Pictor diventa un albero, felice per molti anni, ma incompleto. Il rimando all’amore sarà proprio nella decisiva trasformazione, quella nella quale troverà la vera e definitiva felicità. "L’idea della complementarietà e della corrispondenza di valore di principi antagonisti è fortemente presente in tutte le sue pubblicazioni e in tutti i suoi libri…" Così Volker Michels, nella sua Nota sulla genesi di Le trasformazioni di Pictor, piccolo testo che accompagna il lavoro di Hesse, coglie il punto focale di questo racconto tanto breve quanto bello: solo in due si può trovare completezza, solo in due si può trovare felicità; che poi questo si trovi nell’amore di una donna o nell’ amore di Dio (come fanno i due protagonosti di Narciso e Boccadoro), questo non ha importanza, però rimane la certezza che solo in coppia si possa trovare la vera vita. Le illustrazioni, importanti quasi quanto il testo, danno un tocco di colore e di eleganza, per rendere ancora più incisiva questa favola di poche parole, ma di profondo significato. Ancora una volta Hermann Hesse ci ha donato pagine di saggezza, dove la semplicità delle conclusioni si mescola con la fantasia della scrittura e dell’ambientazione, un paradiso luogo non di salvezza assoluta, ma di ricerca dell’amore, che una volta trovato diventa inscindibile da noi. Hermann Hesse, Favola d’amore, Stampa Alternativa, 1996, trad. it. Katja Tenenbaum, pp. 50, euro 7,00.
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2008 Creative Commons |







