“Festival del Cinema africano 2005”

uno sguardo sull'altro cinema

Anche quest’anno la città di Milano ha accolto numerosa la quindicesima edizione del Festival del Cinema Africano d’Asia e d’America Latina, che si è tenuta la scorsa settimana in quattro sale del centro della città.

Il programma, ricchissimo di proiezioni e di eventi, ha avuto in concorso dieci lungometraggi e in più, una sezione speciale dedicata all’ormai noto effetto “Moore”, con nove film documentari provenenti dai tre continenti.
Un Auditorium affollatissimo ha applaudito il bellissimo film di Sèmbene Ousmane, l’ottantaduenne regista senegalese ormai conosciuto ed acclamato dal pubblico milanese, che ha aperto la serata inaugurale del Festival con “Moolaade”, un film di denuncia contro le tradizioni, in special modo verso l’escissione, una mutilazione del sesso femminile ancora oggi praticata da diverse etnie africane.

Per la scelta dei film in concorso si è cercato di privilegiare i giovani registi, escludendo quelli che ormai hanno già conquistato un loro mercato autonomo, proprio per far sì che la cinematografia di questi paesi si estenda ben oltre i propri confini. E pare che la città di Milano -con questa quindicesima edizione – ci sia riuscita benissimo.

I film presentati al Festival sono stati frutto di un’accurata selezione, molti di essi, infatti, hanno già partecipato e vinto in prestigiosi Festival sparsi per il mondo: dal Sundance a Berlino, da San Sebastian a Cannes.
Oltre alle già citate sezioni, il Festival ha presentato quest’anno un programma molto più ricco: una retrospettiva del Cinema Nigeriano, una serie di cortometraggi africani e una sezione molto valida di film fuori concorso, nonché una vasta panoramica sul cinema africano.

L’alto consenso che questo cinema sta riscuotendo tra il pubblico, dimostra quanto sia possibile fare cinema al di fuori dei circuiti istituzionali di distribuzione, e denota la profonda passione per un modo di far cinema sicuramente più artigianale ma altrettanto valido.
L’importante è continuare ad insistere. Ed anche quest’anno gli organizzatori del Festival hanno vinto la loro scommessa insieme alla città di Milano che, numerosa, ha partecipato alla proiezione dei filmati contribuendo alla consacrazione ufficiale del cinema africano.