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Festivaletteratura 2009Mantova 9-13 settembredi Bruna Alasia Al via la tredicesima edizione di Festivaletteratura: grandi stars e pubblico in crescita.
Mentre la Mostra di Venezia sta per arrivare al gran finale, si apre il 9 settembre alle ore 16,30 con la tradizionale inaugurazione in Piazza delle Erbe la tredicesima edizione di Festivaletteratura. Sono già quarantaquattromila i biglietti prenotati ad oggi, tremila in più rispetto allo stesso giorno della scorsa edizione. Numero incoraggiante che in un anno di crisi testimonia dell’attaccamento – sempre in crescita - del pubblico alla manifestazione. Molto gettonati in biglietteria gli scrittori più noti come Nadine Gordimer, Amitav Gosh, Margaret Mazzantini - neo Premio Campiello - e ancora Sophie Kinsella, Valerio Massimo Manfredi, Alicia Giménez-Burtlett, Luis Sepulveda, Muriel Burbery e Walter Bonati accanto ai quali sono molto richiesti anche gli incontri dedicati alle scienze confidenziali, alla matematica, alla letteratura per l’infanzia e gli appuntamenti che hanno sullo sfondo la passione civile dei loro protagonisti. Fuori programma dell’ultima ora è la presenza a Festivaletteratura di Umberto Ambrosoli, figlio di Giorgio, il grande avvocato ucciso. La manifestazione apre nella suggestiva cornice di Palazzo Ducale con “Le parole cui abbiamo creduto” un omaggio a Mario Luzi condotto da Daniele Piccini, con Gianni Luzi e Stefano Verdino. Ben 220 gli eventi, cioè gli scambi di opinioni, conversazioni, momenti di condivisione, con scrittori che dal silenzio e dal distacco della parola stampata passano al rapporto vivo coi lettori nelle piazze di questa affascinante città, negli edifici antichi, nelle chiese, nei giardini. Il premio nobel Nadine Gordimer parlerà del destino della letteratura africana nel nuovo millennio; Louis Sepulveda ci racconterà la sua vita tra anarchia e libertà e la genesi dei suoi romanzi; l’autore di best sellers storici Valerio Massimo Manfredi risponderà alle domande su “Il faraone delle sabbie”; Erri De Luca affronterà il tema della donna nella scrittura sacra, sviscerato ne In nome della madre. Ma Mantova non è solo una passerella di grandi conosciuti, scopre e segnala nuovi talenti non ancora arrivati al pubblico. Ripropone libri rari, dimenticati, alcuni ristampandoli per farne omaggio. Questo miracolo è reso possibile grazie all’apporto dei volontari che coprono tutte le attività, da quelle logistiche a quella dell’accoglienza e della comunicazione. Sono molto giovani e indossano magliette blu. Quest’anno arrivano in seicento e dormono anche in letti di cartone, materia di cui sono fatti pure i mobili delle sedi, a dimostrazione che, nei grandi eventi, rispettare l’ambiente è possibile.
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