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Festivaletteratura di Mantova: Melania MazzuccoMolti gli incontri al Festivaldi Bruna Alasia Mantova. Melania Mazzucco con La lunga attesa dell’angelo, biografia romanzata del Tintoretto, ha riempito le sale di festivaletteratura. Introdotta da Stefano Salis sintetizza così le ragioni della passione per il pittore veneziano: la misteriosità, visto che i suoi quadri, malgrado la notorietà storica, bisogna cercarli; la curiosità verso il personaggio poco noto della figlia illegittima Marietta, anch’essa pittrice, che la Mazzucco vorrebbe riportare alla ribalta come fece con Anne Marie Schwarzenbach, resa famosa in Italia attraverso il romanzo Lei così amata.
Se il premio Campiello non ha visto l’autrice in gara, a Mantova arriva la notizia che la scrittrice è la vincitrice della 37ma edizione del Premio Scanno per la letteratura proprio con Lunga attesa dell’angelo. "Nelle oltre 400 pagine – questa la motivazione dei giurati - la Mazzucco riesce a interpretare magistralmente la personalita’ dell’artista veneziano, quasi piegando la scrittura alla pittura". Il Premio Scanno quest’anno è dedicato alla tragedia del terremoto. C’è poi durante il festival, una tradizione affascinante, quella dei Comizi: avvengono in piazza Mantegna, in pieno centro storico, la gente va a sedersi sugli scalini di pietra o sta in piedi per ascoltare personaggi che, per bocca di persone viventi, arringano la folla sui grandi temi della vita. Recentemente Maximilien de Robespierre ha parlato sul regicidio per voce di Bruno Gambarotta. “Quando una nazione è stata costretta a ricorrere al diritto di insurrezione – Gambarotta legge a voce alta Robespierre - essa rientra nello stato di natura nei confronti del tiranno. Il processo al tiranno è l’insurrezione: il suo giudizio è la caduta della sua potenza, la sua pena è quella richiesta dalla libertà di popolo”. Sfilano i dubbi e le contraddizioni dell’avvocato di Arras sul regicidio ma, malgrado la sofferta condanna, sappiamo purtroppo com’è andata. Gambarotta alla fine sdrammatizza con una battuta: “Mi raccomando, sia chiaro che io ho parlato di Luigi XVI e non di altri!”. Risate dagli spettatori. Poi è Lella Costa a dare la parola a Olympe de Gouge sui diritti delle donne. “La donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere il diritto di salire in tribuna!. Merito del Festivaletteratura è scovare e far rivivere personaggi. Mary Gouze, detta Maria Olimpia de Gouge, è una letterata francese divenuta polemista politica. Autrice della “Dichiarazione dei diritti delle donne e del cittadino”, ha lasciato anche numerosi scritti sull’abolizione della schiavitù dei neri. E’ emblema del movimento della liberazione delle donne e, più in generale, dell’ "umanesimo". Fu ghigliottinata nel 1793 per aver denunciato gli eccessi sanguinari della rivoluzione francese e il pericolo di una dittatura. L’importanza del suo pensiero nella storia viene oggi rivalutato da molte università. L’attrice Lella Costa ha concluso il comizio della De Gouge intonando il famoso ritornello di Lucio Battisti: “Che giorno è? Che anno è?... Se pensate che sia oggi” - ha aggiunto – “avete la mia solidarietà”.
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