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FiorelloOne man showdi Elena Ezechielli E’ una sfida quella stiamo per intraprendere, come è stata una sfida quella di Fiorello nel momento in cui a deciso di passare a Sky. Di Fiorello si ha l’impressione che sia stato detto tutto. Non è semplice, quindi, parlare di una figura così forte e importante per il panorama televisivo italiano, ma cerchiamo di procedere con ordine e di scoprire qualcosa di più attraverso i momenti più significativi del nostro mattatore.
"Sono mezzo ubriaco, ho bevuto due boccette di Fiori di Bach… e meno male che non c’è l’ansia degli ascolti!" Con questa battuta Fiorello apre il suo show sul canale 109 di Sky. L’ansia da prestazione ha caretterizzato nel bene e nel male quasi tutta la prima puntata del Fiorello show. Ansia che con grande stupore leggiamo negli occhi del presentatore e che difficilmente riscontravamo nelle sue passate performance. Forse sarà l’età; gli anni passano anche per chi abbiamo fin da sempre considerato immortale e impeccabile. O forse le troppe aspettative che pesano, come la spada di Damocle, sulla testa di un personaggio della portata di Fiorello, nei cofronti del quale ci si aspetta sempre un grande show. Animatore nei villaggi turistici, comincia la sua carriera lavorando in radio e approdando successivamente in televisione. La gavetta Fiorello sa bene cosa vuol dire. Gli anni trascorsi nei villaggi lo hanno sicuramente formato e plasmato in quel mattatore che successivamente è diventato. E’ lì che non solo ha scoperto le sue doti di attore e imitatore, ma ha saputo assorbire le manie e le sfumatore tipiche della gente comune. Dopo aver conosciuto Claudio Cecchetto, approda a Radio Deejay nel 1989 quando dai microfoni del network milanese Rosario inizia a condurre la trasmissione Viva Radio Deejay, trasmessa da Milano in inverno e Riccione in estate. Da Viva Radio Deejay a Viva Radio2 il percorso è lungo, ricco e a volte faticosa. Con il successo della radio arriva in breve tempo anche quello televisivo nel 1992 con la fortunata trasmissione Karaoke su Italia 1. Se Baggio lo è per il calcio, Fiorello rappresenta "l’uomo codino" della televisione. Dopo un periodo difficile in cui per problemi di droga fu lontano dal mondo dello spettacolo, ritornò in tv con varietà quali il poco fortunato Non dimenticate lo spazzolino da denti, La febbre del venerdì sera, ma soprattutto Buona Domenica con Maurizio Costanzo, Paola Barale e Claudio Lippi. Poi Matricole (con Simona Ventura) e più edizioni del Festivalbar. La Rai decide di portarlo nella sua scuderia e di lanciarlo nel one man show Stasera pago io. Siamo nel 2001, stesso anno del già citato Viva Radio2 con Marco Baldini, ottima spalla anche nel mini varietà Viva radio Due Minuti. Un fenomeno raccontato per la prima volta in televisione da Caterina Stagno in una puntata de La storia siamo noi, andata in onda l’11 febbraio 2008 e in prima serata su Rai Due. Ma soprattutto descritto nel libro Fenomenologia di Fiorello dal critico televisivo Aldo Grasso (Mondadori 2008). "Una simile attenzione non mi era mai capitata nella mia vita, un pochino la testa me la sono montata. Mi sono guardato allo specchio e mi sono chiesto l’autografo. E non me lo sono fatto. Mia figlia mi ha detto: papà!. Parla col mio agente le ho risposto".
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