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"Fly World Tour 2007" di ZuccheroRipercorrendo trent’anni di carrieradi Gianluca Capaldo In un PalaTrieste caloroso e vivo, la musica di Sugar vince e diverte. Un coro ininterrotto lo accompagna ad ogni occasione. I suoi fan scatenati lo esaltano rompendo l’ordine di un parterre a sedere che vede ad ogni nota danzereccia elevarsi battiti di mani e uomini e donne che, sulla cinquantina, si lanciano in danze sfrenate assieme alle generazioni più giovani. Zucchero unisce con la sua musica, quel blues che lo ha portato in giro nel mondo a registrare ben sessanta date sold out, tra cui tre nel Nord Est d’Italia: infatti si preannuncia un pubblico da stadio anche a Treviso (7 dicembre) e a Padova (8 dicembre).
Uno show prepotentemente blues nella scenografia, nei suoni degli strumenti scelti, nella voce inconfondibile della corista, ultima di una serie che anno dopo anno Zucchero ha scelto sempre con un ottimo orecchio. Ai lati del palcoscenico due specchi giganti proiettano le espressioni soul e il sudore che scende sul volto dell’artista. Grandi lampadari si contrappongono a colorati tappeti calpestati da un’ottima band (Polo Jones al basso, Davis Sancious alle tastiere, Kat Dyson e Mario Schiliro’ alle chitarre, Adriano Molinari alle percussioni e Sara Grimaldi ai cori) e decorati da strumenti musicali che sembrano usciti da un fascinoso museo: spicca su tutti quel pianoforte baciato da un’enorme rosa rossa che lo decora. Suoni internazionali degni della più interessante world music, che si contamina con il soul e il gospel che Adelmo non riesce ad abbandonare nelle sue composizioni. Si percepisce dell’ottima musica, risultato di un sincero divertimento nel vivere il palcoscenico, tipico dei grandi artisti: Zucchero crea sul palco un "evento" indipendentemente dal contesto in cui si trova. L’atmosfera americana del lontano Mississipi regna nel PalaTrieste. Lo spettacolo inizia con Dune Mosse dell’album Blue’s del 1987 e passa subito a rassegna Occhi, Quanti Anni Ho, Bacco Perbacco, Pronto, Un Kilo, Cuba Libre, tutte tracce dell’ultimo album inedito dell’artista, Fly (2006). Le emozioni arrivano con Il volo ma soprattutto con la profonda interpretazione di uno dei capolavori della sua carriera, Diamante. Arriva tutto d’un colpo la scarica danzereccia che scatena il pubblico: si susseguono Baila, Overdose, Il mare. Altri capolavori vengono riproposti con arrangiamenti mai scontati, mai vecchi, canzoni sempreverdi che rimarranno nell’immaginario collettivo e nei ricordi degli amanti della musica, per le emozioni che riescono a ricreare anche a distanza di tempo: Senza Una Donna, Come il Sole All’Improvviso, Solo Una Sana e Consapevole Libidine Salva Il Giovane Dallo Stress E Dall’Azione Cattolica. Zucchero è anche spudorato gioco malizioso: Con le mani e Diavolo in me non possono che divertire. Il momento più toccante dello spettacolo è il ricordo dell’amico “Big Luciano”, inevitabile la pelle d’oca all’ascolto di Miserere, mentre sugli schermi scorrono le immagini di quello storico duetto. Dopo la chiusura con X colpa di chi, Zucchero omaggia il pubblico presente con uno splendido complimento: accompagnato dalle magiche tastiere di Davis Sancious canta sulle note di You Are So Beautiful. Un concerto imperdibile dal suono vintage, emozionanti scariche di adrenalina miste e profonde sensazioni indimenticabili. Questo è Adelmo Fornaciari: "Il blues non morirà mai!"
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