GENOVA 10-11 novembre 2004: IL PUBBLICO DELLA SALA DELLA COMUNITA’

Si è svolto a Genova il 10 e l'11 novembre 2004, il convegno nazionale dell'Acec riguardante "Il pubblico della Sala della Comunità". Il convegno si è valso della collaborazione dell'Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali delle CEI e della Delegazione Regionale Acec Liguria.

Si è svolto a Genova il 10 e l’11 novembre 2004, il convegno nazionale dell’Acec riguardante “Il pubblico della Sala della Comunità”. Il convegno si è valso della collaborazione dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali delle CEI e della Delegazione Regionale Acec Liguria.
Nel pomeriggio del 10 novembre presso la Sala Quadrivium, Mons. Roberto Busti, presidente dell’Acec, ha ufficialmente aperto i lavori e Mons. Dario Viganò, responsabile per lo Spettacolo dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali delle Cei, ha parlato di “Comunità e missione: l’imprescindibile ruolo della Sala della Comunità”. Si è sottolineato che in un’epoca caratterizzata da veloci e repentini mutamenti sociali, culturali, esistenziali, in una società sempre più variegata, pluralizzata, frammentata, soggetta ad un esasperato individualismo che caratterizza le nostre esistenze, l’esperienza della Sala della Comunità si può rivelare come esperienza atta a interrogare e illuminare la contemporaneità e a far fronte al senso di smarrimento e disorientamento che pare caratterizzare l’esistenza dell’uomo. Le cosiddette sale parrocchiali possono risultare luogo di creatività, intelligenza credente per approfondire, leggere, riflettere tra le pieghe della cultura e della politica della società contemporanea. In una società dove tra l’altro si parla molto e si comunica poco, la Sala della Comunità, lontana dai modelli predominanti dei talk show, ci offre l’opportunità di una comunicazione improntata alla riflessione. Ci fornisce inoltre la possibilità di “annunciare” il futuro, non nel senso di prevedere le cose che accadranno, ma, in una società caratterizzata dall’incertezza, nel senso di possedere i tratti e la forma della speranza per una crescita spirituale, culturale e umana. In una fase in cui la politica dominante dell’esercizio cinematografico italiano sembra essere quella delle multisale, nuove strutture volte al divertimento e all’intrattenimento dell’individuo, la Sala della Comunità si caratterizza invece per la valorizzazione di singoli contenuti e per l’ ideazione di proposte culturali mirate, pensate in stretta relazione ai bisogni e alle aspettative di pubblici eterogenei, e all’interno di una più ampia politica di rilancio sociale e culturale del territorio.
Successivamente sono stati presentati i risultati della seconda indagine commissionata dall’Acec all’Università Cattolica di Milano per conoscere identità, profili e consumi culturali degli spettatori delle Sale della Comunità (1) . I dati dello studio condotto dai professori Alberto Bourlot e Mariagrazia Fanchi attraverso 1351 questionari distribuiti in 13 sale, rivelano che i maggiori frequentatori delle sale parrocchiali hanno età compresa fra i 35 e i 44 anni (30%), sono per lo più donne (62%), nella metà dei casi in possesso di un diploma di scuola media superiore, mentre un terzo è laureato. L’analisi dei profili professionali riferisce che si tratta di insegnanti, impiegati, studenti e, in numero minore di commercianti, casalinghe, imprenditori e liberi professionisti, commessi, pensionati o disoccupati. Persone che vanno a teatro (con un consumo medio pro capite di 3 spettacoli l’anno e di 2,46 concerti), che utilizzano correntemente il computer (38%) ma che hanno meno familiarità con i supporti per la visione domestica. Lettore dvd, home theatre e parabola rappresentano una componente accessoria dei consumi per il classico spettatore che ama il cinema nella sua forma istituzionale; questi preferisce la monosala ai multiplex e si concede al massimo il noleggio, o l’acquisto a scopo di collezione di qualche vhs. Per quanto riguarda direttamente il rapporto tra utenti e Sale della Comunità, dall’indagine emerge un alto livello di fidelizazzione del pubblico: il 14% frequenta la sala parrocchiale una volta alla settimana, il 29% due o tre volte al mese. Un pubblico che si informa sugli spettacoli attraverso i quotidiani (40%) e che nell’80% si ritiene soddisfatto della comodità e della qualità delle proiezioni, nonostante la forte competizione tecnologica delle multisale (2).

A chiudere i lavori, prima dell’anteprima cinematografica del film di Alejandro Agresti, Un mondo meno peggiore, è stato il Dott. Francesco Girarldo, Segretario Generale dell’Acec, che è intervenuto a proposito delle novità legislative e delle iniziative specifiche riguardanti le Sale della Comunità. Di fatto il 22 gennaio 204 è stato emanato il Decreto legislativo n.28 recante la riforma della disciplina in materia cinematografica. Per quanto riguarda l’esercizio cinematografico tale decreto ha accolto le indicazioni dell’Acec presentate congiuntamente dall’Agis e dall’Anec (3) .

Nella giornata di giovedì 11 novembre i convegnisti hanno effettuato una visita guidata a luoghi artistici e museali della città.

Si ringrazia per la disponibilità ACEC -Associazione cattolica esercenti- e Cinit Cineforum Italiano.

(1) Per maggiori informazioni sulla prima annualità si rimanda al volume “La sala della comunità: proposta culturale e intervento sul territorio” di Alberto Bourlot e Mariagrazia Fanchi (2004) – edito da Effattà Editrice

(2) Per maggiori informazioni in attesa della stampa del volume conclusivo si veda l’allegato numero 2 “Il pubblico della Sala della Comunità: profili, consumi culturali, immagini e vissuti della sala” a cura di A. Bourlot e M. Fanchi

(3) Per maggiori informazioni si veda l’allegato numero 3 ” L’ACEC al servizio delle Sale: novità legislative e iniziative specifiche”.

Per informazioni e richiedere i documenti e gli atti del convegno:
ACEC – Associazione cattolica esercenti cinema: 06.4402273 – 06.44254212 (orario 9.00 – 17.00 dal lunedì al venerdì, esclusi festivi). numero fax 06.4402280