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Controcampo Italiano "GIUSEPPE DE SANTIS" di Carlo LizzaniIl regista e l’uomodi Livio Meo Presentato nella sezione Controcampo Italiano alla 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il documentario di Carlo Lizzani propone un’attenta riflessione sul cinema e la vita di Giuseppe De Santis, uno degli esponenti più illustri del Neorealismo italiano.
Attraverso le parole del protagonista e quelle dei suoi più intimi conoscenti, Carlo Lizzani presenta un ritratto lucido ed umano dell’amico Giuseppe De Santis, integrandone i contenuti con spezzoni dei più importanti film del maestro. L’amicizia fraterna che legava De Santis e Lizzani, suo collaboratore in opere di successo come Riso Amaro, permette all’autore del documentario di soffermarsi non soltanto su una critica cinematografica ma di portare alla luce il carattere e il pensiero del protagonista. Giuseppe De Santis viene definito come “l’anima hollywoodiana del cinema italiano” per il ruolo rivestito nel dare avvio al cinema fatto da “star”, attrici e attori da adulare. A differenza di De Sica e Rossellini, l’autore laziale infatti lavorava sugli attori principali in maniera più approfondita, cogliendo prima di altri il potere della figura del divo. La più riuscita esaltazione di un’attrice coincide con il successo di Silvana Mangano che, come ricorda la figlia di De Santis, è un prodotto della geniale creatività del padre: durante le riprese di Riso Amaro, il regista si accorse di come la prorompente figura della Mangano fosse sprecata all’ombra dell’attrice americana Doris Dowling, decidendo così di modificare il peso del personaggio dell’italiana. Questa tendenza a lavorare in modo particolare sul ruolo dell’attore protagonista è accompagnata dalla complementare scelta narrativa di proporre una pungente inchiesta sociale: i personaggi sono sempre caratterizzati mediante la loro condizione sociale e sono costretti a confrontarsi ripetutivamente con la caotica situazione dell’Italia dell’immediato dopoguerra. La combinazione fra l’attenzione alle tematiche sociali e la divinizzazione del ruolo degli interpreti rende il cinema desantisiano unico nel panorama italiano dell’epoca e fonte d’ispirazione per la successiva generazione di autori. I ricordi e le descrizioni fornite dalle voci narranti del documentario, da Ettore Scola a Sabrina Ferilli, evidenziano un’altra peculiare caratteristica del regista, il suo passionale rapporto cinematografico con l’elemento femminile: fin dal primo film Caccia tragica, la donna assume un ruolo centrale nelle storie raccontate da De Santis, che resterà sempre attratto dalla potenza espressiva e comunicativa delle attrici con le quali lavorerà. Proprio sul set di uno dei suoi più importanti film, La strada lungo un anno, De Santis conobbe inoltre la sua futura seconda sposa e compagna di vita, Gordana Miletic, che contribuisce a rendere più esaustivo il profilo dell’autore tratteggiato nell’opera presentata alla 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il documentario di Carlo Lizzani risulta coinvolgente grazie all’intimo approccio con il quale viene messa il luce la sensibilità, cinematografica ed umana, di uno dei più rilevanti protagonisti del cinema italiano. Giuseppe De Santis Titolo originale: Giuseppe De Santis Nazione: Italia Anno: 2008 Genere: Documentario Durata: 60’ Regia: Carlo Lizzani Data di uscita: Venezia 2009
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