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"GIUSEPPE SANTOMASO E L’OPZIONE ASTRATTA"Una mostra per il centenario della nascita dell’artistadi Saverio Simi De Burgis La Fondazione Cini inaugura i nuovi spazi espositivi con una mostra dedicata a Giuseppe Santomaso nel centenario della nascita.
In attesa degli ulteriori ampliamenti che vedranno nascere la Biblioteca aperta nel quattrocentesco complesso benedettino della cosiddetta manica lunga, la Fondazione Cini offre un look rinnovato riaprendo gli spazi dell’antica dogana con una mostra dedicata al celebre maestro veneziano. L’esposizione fa seguito al convegno che si è tenuto qualche mese fa e che ha sempre avuto luogo in fondazione sotto la regia del direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Giuseppe Pavanello e di Nico Stringa che ha curato anche il catalogo edito da Marsilio. La ricca rassegna comprende oltre un centinaio di opere di Bepi Santomaso (Venezia, 1907-1990) e si divide sostanzialmente in due sezioni, al pian terreno con una serie di dipinti che vanno dagli anni ’30 alla fine degli anni ’80 e al piano superiore con la produzione grafica proveniente, per la maggior parte, dalla Collezione Intesa Sanpaolo. In entrambi i casi interessanti gli scambi evidenziati con gli altri protagonisti di quegli anni e ben rappresentati per l’occasione onde evidenziarne i reciproci contributi del tutto idonei per tracciare gli opportuni approfondimenti critici. Decisamente più inedita e ben documentata in mostra la ricostruzione dell’ apprendistato avvenuto in sostanza da autodidatta, anche se vicino a sapienti artisti quali in primis Luigi Scarpa Croce che dal 1923 occupava uno degli studi dell’Opera Bevilacqua La Masa. Si avvicina quindi a un’altra capesarina della vecchia guardia quale Gabriella Orefice, e poi tesse rapporti con Juti Ravenna, Eugenio Da Venezia, Mario Varagnolo, Carlo Dalla Zorza, Luigi Cobianco. Tramite questi artisti si inserisce nel clima veneziano più aggiornato dei più promettenti artisti, futuri protagonisti del dopoguerra che inizialmente convergono, grazie all’iniziativa promossa da Giuseppe Marchiori, nel Fronte Nuovo delle Arti. La Biennale del ’48, la prima del periodo postbellico lo consacra tra gli emergenti assieme a Pizzinato, Vedova, Birolli, Viani, Guttuso, Morlotti, Turcato, Cassinari, Afro, Leoncillo, Corpora, Moreni. Santomaso che era partito da uno studio accademico del nudo e del paesaggio, come la maggior parte dei suoi compagni, verso la metà degli anni ’40 recupera la poetica del cubismo anche attraverso la conoscenza diretta dell’opera di Gino Rossi che proprio nel ’47 finiva i suoi giorni nel manicomio di Sant’Artemio a Treviso. Nello stesso anno moriva, a Milano, Arturo Martini dopo che, dal ’41, lo scultore trevigiano aveva assunto, per chiara fama, la cattedra di scultura presso l’accademia veneziana. Pochi ma intensi gli anni del suo magistero che vedono gravitare attorno alla sua scuola altri nomi fondamentali del contesto culturale locale del periodo, da Carlo Scarpa, a Mario Deluigi, ad Alberto Viani. Alla stessa Biennale del ’48 oltre la retrospettiva dedicata ai due protagonisti del primo novecento lagunare, Gino Rossi e Arturo Martini appunto, sbarca in laguna con la sua collezione anche Peggy Guggenheim che da quel momento diventa un punto di riferimento per tutti gli artisti presenti in città, protagonisti successivamente dello spazialismo veneto. Fondamentale - pure nei successivi contrasti - il rapporto di confronto dialettico stabilito tra Peggy e Santomaso. In tal senso vanno letti i raffinati dipinti soprattutto degli anni ’60 fino ad arrivare alla successiva serie delle Lettere a Palladio, una delle più pregnanti interpretazioni, su variazioni modulari di tipo compositivo musicale, che ha sempre caratterizzato la sua suggestiva ricerca - si veda in particolare l’acuta analisi della geometria palladiana del Redentore a Venezia - riuscendo a mantenersi al di fuori di qualsiasi caduta stucchevole e retorica nella lettura sottilmente critica della meravigliosa architettura veneziana. Il rapporto con la musica così congenito nell’attività del pittore veneziano è ben ricostruito nel saggio elaborato per l’occasione da Stefania Portinari. In merito alle prove grafiche esposte in mostra e che Santomaso realizzò a partire dalla seconda metà degli anni trenta, e in relazione alle rare edizioni d’arte da lui curate o create, da Grand air di Paul Eluard (1945) fino alle litografie per On angle di Ezra Pound e alle ideazioni grafiche per testi poetici di Andrea Zanzotto, peccato invece che, in catalogo, non siano riportati almeno alcuni versi delle poesie da cui l’artista ha tratto spunto, il che sarebbe stato sicuramente utile per documentare ulteriormente tali sue originali creazioni. "GIUSEPPE SANTOMASO E L’OPZIONE ASTRATTA" VENEZIA, ISOLA DI SAN GIORGIO MAGGIORE, NUOVO CENTRO ESPOSITIVO FONDAZIONE CINI 12 APRILE – 13 LUGLIO 2008. ORARI D’APERTURA: 10.00-18.30 TUTTI I GIORNI, TRANNE IL LUNEDÌ. BIGLIETTI: INTERO € 7.00 RIDOTTO: € 6.00 (STUDENTI FINO AI 26 ANNI; OVER 65; RESIDENTI DEL COMUNE DI VENEZIA; POSSESSORI CARD E ROLLING VENICE, SOCI TOURING CLUB ITALIANO) € 5.00 (GRUPPI DI ALMENO 10 PERSONE) € 4.00 (GRUPPI SCOLASTICI DI ALMENO 10 STUDENTI CON ACCOMPAGNATORE) GRATUITO: (MINORI DI 14 ANNI SE ACCOMPAGNATI DA UN GENITORE / ADULTO; PORTATORI DI HANDICAP CON ACCOMPAGNATORE; GUIDE AUTORIZZATE; INTERPRETI TURISTICI CHE ACCOMPAGNINO I GRUPPI; INSEGNANTI CHE ACCOMPAGNINO I LORO STUDENTI). VISITE GUIDATE ALLA MOSTRA, SU PRENOTAZIONE: GRUPPI € 80 (PIÙ IL PREZZO DEL BIGLIETTO) SCOLARESCHE € 60 (PIÙ IL PREZZO DEL BIGLIETTO) VISITE GUIDATE IN LOCO (IN PAERTENZA OGNI ORA ) € 4.00 A PESRSONA (PIÙ IL PREZZO DEL BIGLIETTO). CATALOGO: MARSILIO. BOOKSHOOP: SKIRA INFORMAZIONI: 041/2710402 MARKETING@CINI.IT ; INFORMAZIONI: UFFICIO STAMPA FONDAZIONE GIORGIO CINI MARTA ZOPPETTI, TEL. 041 2710280 E –MAIL: STAMPA@CINI.IT ;
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