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GLASVEGAS A MILANOFenomenali o semplice fenomeno?di Gianluca Capaldo L’attesa per questa band britannica era palpabile. Il pubblico presente ai Magazzini Generali di Milano ne è stata la dimostrazione. Osannati dalla critica ed elogiati da colleghi illustri, James Allan (voce e chitarra), Rab Allan (chitarra), Paul Donoghue (basso) e Ryan Ross (batteria) coinvolgono profondamente i loro fan con le maestose sonorità nascoste dietro la semplicità ritmica e melodica dei loro brani. E i curiosi accorsi al concerto cosa avranno pensato ritrovandosi davanti all’ennesima band che ricorda altro e che sembra già voler pretendere una stima che è meglio conservare per ben altri prodotti discografici?
Ad aprire la serata sono i toscani Toomuchblond, giovane rock band dalle melodie interessanti già vista su MTV Operazione Soundwave. Alle loro spalle la Sugar e la collaborazione con Roberto Vernetti per la produzione di Nessun Difetto e Vodka Sand. I brani più orecchiabili e interessanti sono Visibilmente e Theo è Solo. Si intuisce già durante la loro esibizione che l’acustica del locale non è il massimo, ma attendiamo gli headliners per avere conferma della sensazione. E l’abbiamo poco dopo. Qualcuno, scocciato, cerca di spostarsi all’interno del locale per ascoltarli meglio… James saluta Milano su un palco spoglio: qualcuno (dobbiamo ancora scoprire il suo nome) ha messo in giro la voce che le band alternative rock debbano arrivare al pubblico solo con la musica. Sorvoliamo quindi sui semplicissimi particolari scenici: luci minimaliste e un po’ di fumo, quanto basta. Occhiali da sole, capelli verso l’alto e una canottiera nera con la stampa di John Lennon. Movenze che strappano il sorriso. Per fortuna i loro brani, eseguiti decisamente bene, ci tirano su il morale e ci fanno sperare. O meglio spingono a riflettere sulle potenzialità dei Glasvegas che, forse, sono stati troppo precocemente insigniti di “onorificenze” fuori luogo: ricordiamo che il New Musical Express li ha definiti "The Greatest New Rock and Roll Band in the World". Tralasciandosi però alle spalle commenti, critiche e qualche insoddisfazione, bisogna ammettere che risulta spontaneo e estremamente naturale farsi ammaliare dai circa sette minuti di Flowers & Football tops, dalla semplicità disarmante di Geraldine, dalla curiosa, ostentata e giovanile “parlata scozzese” di Stabbed. E dopo Go Square Go! non può mancare, ovviamente, nemmeno il tormentone Daddy’s gone. La serata è volata. Speriamo che il fenomeno Glasvegas non passi in fretta allo stesso modo. Noi lo speriamo davvero e gli aspettiamo al prossimo lavoro discografico.
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