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Fuori Concorso - Venezia Maestri "GLORY TO THE FILMMAKER! (KANTOKU BANZAI!)" DI TAKESHI KITANOLa follia di Kitanodi Nicola Cupperi Takeshi Kitano deve preparare un nuovo film e nel farlo vorrebbe mantenere un certo consenso del pubblico. Il grande problema è che Kitano ha promesso solennemente che non avrebbe più scritto e diretto quei violenti film di gangster che tanto successo gli avevano portato negli anni passati.
Bisogna quindi trovare qualcosa di nuovo. La produzione lancia vari progetti, uno più fallimentare dell’altro. Un film à là Ozu, un film strappalacrime in più varianti, un film di critica sociale ambientato negli anni ’50, un chambara (un cappa e spada alla giapponese) e un film di fantascienza. Kitano non si fa mancare niente, ma i risultati sono penosamente fallimentari. Risultato? I cervello di Kitano è rotto. C’era chiaramente da aspettarselo. Presentando TakeshiS’ due anni or sono al Lido, Kitano chiudeva il suo intervento annunciando che aveva finito di girare una vite e voleva cominciarne un’altra. Detto fatto. Venezia ha ufficialmente conosciuto il nuovo corso della carriera cinematografica del regista nipponico. Una fase sperimentale, che vuole proporre una serie di riflessioni sul cinema. E come proporre meglio un ragionamento sul cinema per una figura che si è sempre autodefinita un ignorante cinematografico se non portando il discorso su sè stesso, ovvero sull’unico regista che Kitano probabilmente conosce? In Takeshis’ era Kitano contro Kitano (Beat il buffone contro Takeshi l’artista, il regista acclamato dalla critica mondiale). In questo Kantoku Banzai! sono Beat Takeshi e Kitano contro il resto del mondo e il resto del cinema. Chi è il manichino che accompagna e il più delle volte sostituisce Kitano nelle sue disavventure filmiche (trasformandosi addirittura in un fantoccio simil Zidane che prende a testate in pancia i cattivoni) se non il pagliaccio Beat, forza distruttiva in grado di radere al suolo i cattivi così come il suo alter ego Takeshi, per una volta consapevole complice? Kitano tenta quindi di esplorare la sua crisi creativa e di trasporla su pellicola. Perchè se una cosa è certa è che Kitano è in piena crisi creativa; è impensabile che adesso torni a fare il cinema che faceva negli anni ’90. Il regista folle è in piena crisi, e si diverte come un bambino in un negozio di dolci. Kitano lancia una sonda nei meandri dei suoi ragionamenti, nelle profondità della sua schizofrenia artistica. La sonda ci riporta indietro un film, sul piano meramente tecnico, riuscito solamente a metà, in una prima parte caratterizzata da un’irresistibile comicità delirante. Il film deraglia nella seconda parte. La sonda comincia a inviare immagini confuse; la consequenzialità, la poca rimasta, scompare, così come la logica. Trionfa il nonsense più caotico nell’ultimo tentativo di film nel film (il tentativo fantascientifico). Ma forse c’è uno spiraglio. Un’esplosione precede finalmente il titolo del vero film, quello che siamo venuti a vedere. Appena in tempo per precedere i titoli di coda. Il cervello di Kitano si è rotto. Ma è riuscito a lasciarci una pellicola su cui riflettere a lungo e in profondità. Kitano è un folle, un anarchico del cinema. Anzi: Kitano non è per l’anarchia del cinema, quanto per l’anomia, la totale assenza di regole. La sua indole distruttiva è salita, o forse tornata, in superficie. Il buffone Beat Kitano ormai lavora ufficialmente con l’autore Takeshi Kitano. Ora c’è da aspettarsi un’altra cosa: che Kitano rivoluzioni veramente il cinema, come già ha fatto. O che cada sotto il peso del tentativo fallito. Titolo originale: Kantoku - Banzai Nazione: Giappone Anno: 2007 Genere: Commedia, Drammatico Durata: 104’ Regia: Takeshi Kitano Sito ufficiale: www.office-kitano.co.jp/... Cast: Takeshi Kitano, Anne Suzuki, Keiko Matsuzaka, Yoshino Kimura, Kazuko Yoshiyuki, Akira Takarada, Ren Osugi Produzione: Bandai Visual Company, Tokyo FM Broadcasting Co. Ltd., DENTSU Music And Entertainment, TV Asahi, Office Kitano Distribuzione: Data di uscita: Venezia 2007
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