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"GUIDO ARISTARCO. IL MESTIERE DEL CRITICO 1952-1958" A CURA DI LORENZO PELLIZZARIParola alla criticadi Valentina Greggio Una raccolta di scritti di Guido Aristarco, selezionati con grande cura e attenzione da Lorenzo Pellizzari, serve a ripercorrere alcuni fra i momenti più importanti della storia del cinema.
Il volume dedicato a Guido Aristarco fa parte di una collana, edita da Falso Piano e denominata La Nobile Arte, interamente dedicata al cinema e in maniera particolare alla critica cinematografica. Lorenzo Pellizzari in questo caso si sofferma sulla figura di Guido Aristarco che, insieme a Luigi Chiarini e Umberto Barbaro, può essere considerato, a pieno titolo, uno dei pionieri della critica cinematografica italiana. Non era facile occuparsi di cinema tra gli anni Quaranta e Cinquanta, ne tanto meno essere riconosciuti come "critici". Fin dalla sua nascita, infatti, il cinema aveva suscitato più di qualche perplessità a molti intellettuali dell’epoca. Ma la passione, l’audacia e il coraggio di pochi hanno permesso a molti di poter scrivere di cinema, di fondare riviste specializzate, insommma, di poter parlare di cinema. Il libro raccoglie cinquantotto recensioni di Aristarco scritte tra il 1952 e il 1958, anni che per il critico si rivelano essere particolarmente importanti soprattutto in fatto di cambiamenti e di evoluzioni. Durante i sei anni presi in considerazione da Pellizzari, Aristarco è impegnato a fondare e seguire la sua nuova rivista "Cinema Nuovo", dopo aver esaurito la sua collaborazione con un’altra importante rivista "Cinema". "Cinema Nuovo" voleva essere, come lo dimostra il nome, la prosecuzione di "Cinema", ma con una nuova linea editoriale, riveduta dalla forte personalità di Aristarco. Le recensioni raccolte sono dei veri e propri scritti di venti o trenta cartelle, una sorta di piccoli saggi in cui le pellicole vengono analizzate da diversi punti di vista. La maggioranza delle recensioni è dedicata a film italiani, senza però dimenticare anche la cinematografia estera. Si scopre quindi che per Aristarco Lo sceicco bianco di Fellini necessiti di "un’attenta lettura e magari rilettura" o di come La carrozza d’oro di Jean Renoir sia "un film anacronistico". Delle recensioni che diventano racconti, una scrittura elegante e forbita, un libro in grado di conquistare chi è appassionato di cinema, e non solo. Lorenzo Pellizzari (a cura di), Il mestiere del critico 1952 – 1958, Edizioni Falsopiano, 2007, pp.399, 15,00 euro.
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