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Concorso "Gardens of The Night" di Damian HarrisTragedia controversadi Nicola Cupperi Leslie Ann ha otto anni, vive con gli amorevoli genitori e frequenta una bella scuola con delle simpatiche compagne di classe. Un giorno, senza preavviso, viene circuita da due figuri che si spacciano per dipendenti della fabbrica del padre.
I due la convincono a farsi accompagnare a scuola. Al termine delle lezioni si ripresentano dicendo che il padre li ha mandati a prenderla poichè ci sono dei problemi in fabbrica. La bimba li segue, beve la bibita che le viene offerta, cade svenuta e si risveglia in un posto sconosciuto, in una camera da letto in compagnia di un altro bambino, Donnie. Da questo momento in poi comincia l’incubo per i due bimbi, che vengono costretti ad avere rapporti sessuali e a diventare oggetto di materiale per appassionati di pedopornografia. Alex e Frank, i due carcerieri, sono dei disperati che, pur trattando i piccoli con riguardo, non si fanno scrupoli a trattare la loro vendita per tratte più importanti. Ritroviamo Donnie e Leslie dieci anni più tardi, dall’altra parte dell’America. I due vivono di espedienti e dell’affetto smisurato che provano l’uno per l’altra. Leslie continua a prostituirsi di quando in quando, così come Donnie. E’ la giovane ragazza la prima a realizzare che non vuole più vivere in questo modo. Decide di farsi aiutare da un assistente sociale (John Malkovich), il quale rintraccia i suoi genitori, dopo che Leslie per anni era stata costretta a odiarli e pensarli morti a causa del lavaggio del cervello subito. Ora Leslie deve decidere cosa vuole fare della sua vita, se recuperare quella che le è stata rubata oppure aggiustare quella che sta vivendo ora. Ci sembrava particolarmente giusto soffermarsi ampiamente sulla trama di questo film in modo di dare la possibilità al lettore di fronteggiare con il maggior numero di elementi possibili la recensione di questa pellicola, certamente controversa, e che certamente farà parlare di sè, al di là, purtroppo, dei meriti cinematografici, quali che siano. Il film del regista inglese Damian Harris, presentato in concorso alla cinquattottesima edizione del Festival di Berlino, tratta di un tema decisamente delicato. Tra l’altro lo fa appoggiandosi, come si evince dai titoli di coda, che il regista arricchisce con dei dati sul fenomeno dei rapimenti di minori a scopi sessuali e pedopornografici, a un’associazione americana che si preoccupa di questa piaga, abbastanza circoscritta ma comunque presente. Gli unici dubbi sul film, cinematograficamente parlando, si limitano alla possibilità che il regista abbia scelto un così forte tema con un’ottica da captatio benevolentiae. Qualche facile ammiccamento e alcuni momenti troppo enfatici potrebbero confermare questa ipotesi. Non si vuole discutere qui la buona fede del regista, che comunque mette in scena, tecnicamente, un buon film. Serrato e ben girato nella prima parte, purtroppo nella seconda perde di mordente e si appiattisce decisamente. A decidere se il buon guizzo finale riesca a risollevare le sorti di questo film, che rimane comunque incompiuto, lo deciderà lo spettatore e la sua sensibilità. Gardens of The Night rimane comunque una discreta opera che, ripetiamo, farà molto parlare di sè; speriamo solo lo faccia nella giusta maniera. Un film di Damian Harris Con Gillian Jacobs, Evan Ross, Tom Arnold, John Malkovich, Ryan Simpkins Genere Drammatico Colore 110 minuti Produzione USA, Gran Bretagna 2007
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