|
Home page » arte » recensioni |
VEDI ANCHE |
||||||||||||||||||||||||
"Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio di conoscitore, anima di collezionista" a ViareggioIl collezionista che fece conoscere i macchiaiolidi Rinaldo Vignati Con i suoi libri e con la sua instancabile attività di collezionista e mercante, Mario Borgiotti ha contribuito in modo rilevante a fare conoscere e apprezzare l’arte dei macchiaioli, riuscendo a valorizzarne il l’importanza sia artistica che civile. Una mostra in corso a Viareggio ne celebra la figura ripercorrendo le tappe principali del suo lavoro di promotore di mostre e autore di volumi (da I macchiaioli, 1946 e 12 capolavori macchiaioli, 1949, sino a Genio dei macchiaioli, 1964, da cui l’esposizione mutua il titolo, e a La lezione pittorica di Fattori, 1968). Una sessantina di dipinti, scelti tra quelli appartenuti alla sua collezione o che il suo occhio ha contribuito a far scoprire, sono accompagnati da pannelli che ricordano i momenti salienti del suo lavoro, riportando alcuni dei suoi giudizi sugli artisti esposti. Sulle pareti sfilano tutti i nomi principali del movimento macchiaiolo. Primo fra tutti, ovviamente, Giovanni Fattori, di cui si possono gustare alcuni quadri di grande forza narrativa (Lo staffato, 1880) e valore storico e civile (Arresto di briganti, 1864, Artiglieri in marcia, 1885-90) nei quali il rapporto tra “macchia” e “disegno” appare indagato in tutta la sua profondità: per citare le parole di Borgiotti, “il disegno di Fattori, netto e incisivo, affiora sempre nelle composizioni per innervare, circoscrivere e sostenere le masse colorate, che acquistano energia scultoria e fremiti di movimento e di vita”. Ci sono poi Silvestro Lega (di cui sono esposti alcuni ritratti penetranti e inquieti: Adolescente, 1890, Lo scialle blu, 1892, La scellerata, 1892-93), Adriano Cecioni (con i suoi delicati interni borghesi dipinti con affetto e vivacità psicologica, come ne Il solletico, 1863), Telemaco Signorini (qui presente, tra l’altro, con una suggestiva Marina di Viareggio del 1860). E, ancora, Vincenzo Cabianca, con la sua predilezione per i forti contrasti di luce e ombra, Cristiano Banti (se ci è consentito un paragone cinematografico, diremmo che il suo Il ritorno dalla messa ha un sapore fordiano, quasi fosse un’inquadratura di un Com’era verde la mia valle ambientato in Italia invece che nel Galles), Raffaello Sernesi (che “divinizzò la natura, riproducendola con profonda religiosità”: Pagliai a Castiglioncello, 1865), Serafino De Tivoli, Nino Costa, Giuseppe Abbati, Vito D’Ancona, Odoardo Borrani, Antonio Puccinelli. Il punto di arrivo di questo excursus può essere considerato Giovanni Boldini (qui presente con Signora in bianco, 1902, ottimo esempio della maniera – di grande successo mondano internazionale – fatta di pennellate nervose e taglienti come sciabolate, che rappresenta, ad un tempo, una messa a frutto delle esperienze fatte in seno al movimento macchiaiolo e un allontanamento da esse). Tornando alla figura di Borgiotti è interessante leggerne le vicissitudini (per certi versi molto singolari: la formazione da autodidatta, ecc.) nelle pagine del bel catalogo realizzato per l’occasione. Colpisce, in particolare, scoprire nel saggio di Elisabetta Palminteri Matteucci, curatrice della mostra, come il contributo di Borgiotti abbia faticato a trovare il meritato riconoscimento da parte delle istituzioni e dell’accademia (particolarmente significativi, da questo punto di vista, i brani del carteggio con Palma Bucarelli riportati nel saggio). Leggendo queste pagine non si può fare a meno di pensare a come oggi, a non molti decenni di distanza, il rapporto di potere tra rappresentanti delle istituzioni ed esponenti del mercato (tra quali, fra l’altro, appare sempre più difficile scorgere l’idealità che animava una figura come Borgiotti) si sia quasi completamente invertito. Genio dei Macchiaioli. Mario Borgiotti: occhio di conoscitore, anima di collezionista Viareggio, Centro Matteucci per l’Arte Moderna 1 luglio-13 novembre 2011 Ideazione e progetto della mostra a cura di Elisabetta Palminteri Matteucci www.centromatteucciartemoderna.it
|
|||||||||||||||||||||||||
Applicazione SPIP | Web design HCE s.r.l. |
Registrazione al Tribunale di Venezia n.1491 del 24-09-2004 | Disclaimer | 2012 Creative Commons |





